Pro Patria, emolumenti saldati: il nodo della maggioranza dopo le dimissioni di Testa
Dopo l'addio della presidentessa Patrizia Testa, la Pro Patria supera la prova della deadline federale del 16 aprile rispettando tutti gli obblighi economici. La società bustocca, scrive Malpensa24 ha infatti saldato regolarmente gli emolumenti dei calciatori relativi al quarto bimestre (gennaio-febbraio) e versato le ritenute IRPEF e i contributi previdenziali nei termini stabiliti.
Una gestione attenta
La Pro Patria ha garantito anche stavolta il rispetto dei termini. Grazie anche all'intervento diretto di Luca Bassi, la società di via Ca' Bianca ha provveduto a onorare tutte le spettanze. Un comportamento che rafforza la credibilità della società proprio in un momento delicatissimo e complesso, e trasmette un messaggio di continuità alla squadra, ancora impegnata nell'impresa salvezza (gli ultimi 180 minuti di gioco domenica ore 14.30 a Busto contro l'Arzignano).
La questione societaria: il 51% in ballo
L'assetto proprietario rimane però il tema cruciale. Se i conti sono in ordine, permangono preoccupazioni legate alle lungaggini nel processo di definizione della struttura proprietaria, in particolare il nodo della sostituzione del 51% – la quota di maggioranza attualmente detenuta dalla dimissionaria Patrizia Testa, che dovrà accompagnare la gestione di Luca Bassi.
Il Cda e quattro scenari aperti
In via Ca' Bianca si attende il Consiglio di Amministrazione (da convocare entro il 16 giugno, termine delle Licenze Nazionali), nel quale verranno formalizzate e verosimilmente accettate le dimissioni della ex presidentessa. In quell'occasione si capirà chi rileverà la quota di maggioranza. Al momento restano aperte quattro piste: una soluzione pro tempore con una figura di fiducia legata a Bassi; l'ipotesi di una società di fondi collegata al manager bustocco; il ritorno in scena di un imprenditore che in passato si era già avvicinato alla Pro; infine, l'accordo con la Varesina della famiglia Di Caro, opzione dalle potenzialità economiche e territoriali notevoli (consentirebbe alla Pro Patria di risolvere il problema dei campi da gioco e avviare un vivaio di primissima fascia) ma caratterizzata da tempi di maturazione decisamente più lunghi.











