Triestina, Marino: "Mantenere la continuità per centrare i playout. Se sarà salvezza, meriti a noi"
È tornato in sella alla Triestina lo scorso 21 gennaio, e i punti conquistati dalla compagine alabardata, nelle tre gare giocate dal suo ritorno, sono stati sei: una media notevole quella centrata da Geppino Marino, tecnico che aveva iniziato la stagione con i giuliani, ma che a un certo punto è stato esonerato per essere poi richiamato.
Ma quello è ormai il passato: "Quanto accaduto a novembre è ormai passato - dice il tecnico nell'intervista rilasciata in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com -, io penso solo a fare il mio dovere, senza rimpianti o rimorsi, che non ho. Mi concentro solo su quello che posso fare adesso, su ciò che può aiutare la società, la piazza è tutto ciò che è il mondo Triestina. Guardiamo solo avanti, ci aspettano delle finali da giocare fino all'ultimo istante".
La prima di queste sarà il Renate, nella giornata di mercoledì. Deve anche essere la dimostrazione che il ko con l'Arzignano è un episodio isolato?
"Per certi versi sì, perché dobbiamo mantenere una certa continuità e invertire il trend in trasferta: le gare lontano da casa per ora non ci hanno sorriso, ma dobbiamo iniziare a fare punti anche fuori. Sappiamo che il Renate è una squadra forte e in forma, quella che con il Vicenza ha fatto più punti nel girone di ritorno, ma come ho detto prima dobbiamo vivere ogni gara come fosse una finale".
Certo è che senza penalizzazione la classifica sarebbe ben diversa. Solo nella sua gestione, 19 punti fatti...
"Come ho fin subito ricordato alla squadra dal mio ritorno, dobbiamo pensare solo a quello che è il campo, come se il resto non esistesse, e ricordarsi sempre dei punti fatti, non di quello che ci sono stati tolti. Il nostro valore è quello dimostrato sul campo, e a fine anno tireremo le somme, rimandando solo a quel nomento tutti i conti del caso".
I playout non sembrano essere così distanti del resto.
"È proprio il voler raggiungere almeno la zona playout che ci deve dare la forza di lavorare sempre a mille, per farsi che venga dato valore al nostro lavoro e a tutti i sacrifici che stiamo facendo. Noi, come tutti i dipendenti del club, dal magazziniere all'addetto stampa".
Si è parlato spesso di 'miracolo' da dover compiere: ma siamo sicuro che, se raggiunto, sarà un miracolo? O sarà un traguardo meritato?
"I miracoli accadono a chi ci crede! Ma se l'obiettivo sarà raggiunto, sarà merito di chi ha lavorato in condizioni non sempre facili. Io spero di contribuire alla gioia collettiva".











