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Giovane arbitra di 17 anni aggredita, 45 giorni di prognosi. L'accusato: "L'ho solo sfiorata"

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 9 marzo 2026, 16:11Altre Notizie
09.03.2026 16:11Altre Notizie
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Image Sport

“Non l’ho colpita”. Raggiunto da L’Unione Sarda, parla Guglielmo Pelagalli, dirigente della Gioventù Sarroch. Si tratta del dirigente che, secondo il referto arbitrale, avrebbe colpito la giovane arbitra di 17 anni: “Sono molto amareggiato per quanto è accaduto in campo, non avrei mai dovuto perdere il controllo e dire quelle brutte parole all'arbitra ma non le ho messo le mani addosso e cinque anni di squalifica sono ingiustificati”.

La ragazza è finita al pronto soccorso con lesioni alla mandibola e 45 giorni di prognosi ma Pelagalli nega che sia accaduto: “Mi assumo le mie responsabilità per le offese e per essere entrato in campo dopo essere stato espulso ma non sono un violento. Non ho colpito la ragazza né con un pugno né con uno schiaffo, l'ho solamente sfiorata nel tentativo di toglierle il fischietto dalla bocca”.

Anche la società sarda, tramite il presidente Rocco Canepa, sposa la linea del dirigente: “L’aggressione verbale è stata deprecabile, certi episodi non dovrebbero mai accadere e siamo dispiaciuti per questo, ma nessuno ha messo le mani addosso all'arbitra. Giocatori e genitori sono pronti a testimoniare. Siamo sempre stati una società corretta”. Il quotidiano riporta anche il commento della Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza della Sardegna, Carla Puligheddu: “Prendo atto con sconcerto dei tentativi, emersi nel dibattito locale e in alcune comunicazioni societarie, di relativizzare l'accaduto. Parlare di 'aggressione verbale' a fronte di atti ufficiali della Giustizia sportiva che certificano due schiaffi, un pugno al volto e una prognosi medica di 45 giorni, non è solo una distorsione della realtà: è un atto di becera delegittimazione dell'autorità arbitrale e della dignità della vittima". 

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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