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Per gli arbitri è il momento di diventare professionisti. Il piano di Gravina e gli scenari futuri

Per gli arbitri è il momento di diventare professionisti. Il piano di Gravina e gli scenari futuri TUTTOmercatoWEB
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Simone Lorini
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Simone Lorini
giovedì 26 febbraio 2026, 15:20Serie A

Il piano per arrivare il prima possibile al professionismo degli arbitri è già in atto. Dopo il tavolo tecnico della scorsa settimana, ieri il presidente FIGC Gabriele Gravina ha riunito gli arbitri, alla presenza del vicepresidente vicario dell’AIA Massini e del designatore Rocchi. La riforma mette al centro il merito e vuole alzare il livello di una categoria in difficoltà: il modello è la Premier League inglese e la PGMOL (Professional Game Match Official Limited).

Il professionismo riguarderà gli arbitri di serie A e B: quelli dalla terza serie in poi resteranno sotto l’AIA. La società avrà un budget iniziale di 20 milioni che arriveranno in larga parte dalla FIGC. L’obiettivo è partire già dal 2026-27, anche per dare un taglio immediato alle polemiche sono esplose negli ultimi mesi.

Il numero dell’organico è da definire: i numeri attuali(40 arbitri, 66 assistenti 24 video match officer) potrebbero anche essere rivisti. Annualmente verrà stabilito un processo di promozione degli arbitri dal «vivaio» della serie C. I direttori di gara, dopo un primo periodo, saranno inquadrati con un contratto di lavoro a tempo determinato (che includerà anche i diritti d’immagine, oggi trattati a parte), dunque con uno stipendio che prescinderà dal numero di gare effettivamente dirette.

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Immagine editoriale di Marco Conterio
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