Real Madrid, tutti i dubbi per il futuro: dal ruolo di Bellingham fino alla panchina di Arbeloa
In casa Real Madrid è tempo di salvare le apparenze e di evitare una resa anticipata, nonostante la Liga sia ormai ufficiosamente sfumata. Senza altri fronti aperti né un calendario troppo fitto, Alvaro Arbeloa ha deciso di schierare la formazione migliore ieri per la sfida all'Alaves, limitandosi a pochi ritocchi necessari: riposo per Rüdiger e Mendy, provati fisicamente, e ritorno di Tchouameni, la cui assenza a Monaco era stata pesantissima. L'obiettivo è presentare la versione più competitiva possibile dei Blancos, sia per onorare il campionato, sia per farsi trovare pronti nel caso in cui un miracolo sportivo dovesse riaprire i giochi.
Tutti i dubbi per il futuro: dal ruolo di Bellingham fino al futuro di Huijsen e Carreras
Tuttavia, le gare attuali servono anche a risolvere questioni cruciali per la prossima stagione, che per certi versi è già iniziata. Il nodo principale resta tattico: il club si interroga se Jude Bellingham potrà mai stabilizzarsi come quel mediano che la dirigenza non acquista ormai da due anni. Le partite restanti diventano così un laboratorio per testare il futuro del centrocampo e la tenuta della squadra orfana di un vero equilibratore davanti alla difesa.
Restano però ancora molti interrogativi aperti e "pendenze" che finora non hanno trovato risposta. Si cerca ancora la complicità tecnica tra Mbappé e Vinicius, una sincronia che fino a questo momento è apparsa quasi impossibile, così come si valuta il reale grado di leadership di Arda Güler. Non meno importanti le valutazioni sui giovani Huijsen e Carreras, spesso finora definiti come "più cari che bravi". Dubbi profondi che, nonostante gli sforzi di Arbeloa, altro grosso punto interrogativo, non sembrano essere stati ancora risolti dal campo.











