Impresa Milan, ma non serve per la qualificazione. Inter avanti, ma con rammarico. Napoli: ottavi e rinnovi
Più di così il Milan non poteva fare. Vince, in rimonta, in trasferta. E spera fino all’ultima che potesse succedere un miracolo a Dormund. Che invece non è successo: anzi nel recupero il ritmo in Germania è calato, come era facilmente ipotizzabile. Il rammarico è ovvio che c’è: uscire dalla Champions fa sempre male. Anche perché il Milan era una delle semifinaliste della passata stagione. Il girone si sapeva che era molto tosto, fino all’ultimo il Milan, nonostante alti e bassi anche in Champions, avrebbe potuto passarlo. Perché alla fine è sempre una questione di dettagli: le prime due partite con tanti tiri e zero gol, il rigore sbagliato in casa contro il Dortmund… solo per citarne alcuni. Ma questo Milan che doveva dare delle risposte, prima di tutte a sé stesso, queste risposte le ha date. Nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo, nonostante le pressioni addosso, nonostante la necessità che ha a prescindere il Milan di essere vincente. Di non potersi accontentare dell’obiettivo minimo (quarto posto in campionato) e della Champions. Pioli ha subito fissato l’obiettivo: cercare di vincere l’Europa League. E gli va dato atto che questa è la mentalità che ha provato a portare dal suo arrivo al Milan: tenere sempre l’asticella alta e credere con grande convinzione nel suo gruppo e nelle qualità dei suoi ragazzi.
La Lazio ci ha provato a dire la verità a mettere in difficoltà l’Atletico. E ci è anche riuscita. E anche qui ci sono gli episodi che poi indirizzano la partita. Ma ha ragione Sarri: bisogna essere assolutamente soddisfatti del cammino della Lazio, sicuramente di quello in Europa. Qualificarsi agli ottavi non è scontato, lo dimostra quello che abbiamo visto e detto poco fa sul Milan. Il girone della Lazio (Atletico a parte) era un girone equilibrato e molto complicato. La Lazio si è qualificata in anticipo. E’ vero: non sarà brillante come quella della passata stagione ma Sarri sa certamente dove mettere le mani per poterla migliorare ulteriormente. E non tutte le stagioni riescono uguali a quelle precedenti…
L’Inter si è complicata la vita da sola. Non che l’abbia fatto apporta, beninteso. La Real Sociedad, nell’arco dei due scontri diretti, ha meritato di finire il girone davanti ai nerazzurri. E’ stata una delle poche squadre, in questa stagione, che ha veramente messo in difficoltà l’Inter. Sia all’andata che al ritorno. Bisognava osare di più? Probabilmente sì. La sensazione è che le scelte di Inzaghi nei due scontri diretti, abbiano tenuto conto anche degli impegni ravvicinati e la necessità di fare turnover ha esplicitato - probabilmente - l’obiettivo principale dell’Inter in questa stagione. Forse anche inconsciamente. La profondità della rosa nerazzurra, che è chiaramente uno dei punti di forza della squadra di Inzaghi, in Europa non fa la differenza come in Italia. Il pari contro il Benfica (peraltro con una grande rimonta) e il pari con la Real Sociedad sono arrivati non necessariamente con i “titolari” in campo. Con la qualificazione in tasca, visto chi si è qualificato come primo, valeva la pena fare uno sforzo in più, perché ora la strada - potenzialmente - potrebbe essere durissima. Poi è evidente che le partite vanno tutte giocate, che l’Inter rimane una squadra forte a prescindere dall’avversario e che anche gli altri avranno paura di affrontare i nerazzurri. Ma poteva essere più agevole, diciamo. Ora - a causa di due pareggi - l’Inter si trova in una situazione certamente più scomoda, ed è un peccato visto il gioco che finora ha espresso in questa prima parte di stagione, le individualità e le ambizioni.
Non poteva fare molto meglio invece il Napoli, nel proprio girone. Aver raggiunto gli ottavi di finale, soprattutto per tutto quello che è successo in casa azzurra, è certamente un buon traguardo. Non necessariamente scontato, sebbene ampiamente alla portata della squadra. Era importante con il Braga vincere per spazzare via dei dubbi e delle perplessità che comunque le sconfitte si portano sempre dietro (sebbene arrivate contro avversarie importanti e in alcuni casi anche con recriminazioni). Tornare a vincere al Maradona, il ritorno al gol di Osimhen, non prendere gol. Tutte buone notizie per Mazzarri. Che ora per prendersi definitivamente in mano la squadra deve continuare su questa strada. E che soprattutto sa di poter contare su Osimhen che finalmente rinnoverà il contratto. L’incontro del suo procuratore con De Laurentiis ha portato alla definizione dell’accordo. Le condizioni non sono poi particolarmente cambiate rispetto a quelle di quest’estate: aumento importante e clausola da 130/140. Le parti si riaggiorneranno a brevissimo, ma dopo questo incontro la situazione è davvero in discesa.











