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Juve risorge anche in Champions, Milan non regge a Londra. Sfida distanza, in vista di sabato

Juve risorge anche in Champions, Milan non regge a Londra. Sfida distanza, in vista di sabatoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 6 ottobre 2022, 06:50Editoriale
di Luca Marchetti

Si affronteranno già in campionato. Juve e Milan. E si presentano con un umore diverso, ma con una motivazione che nonostante l’umore potrebbe essere identica. Almeno a sentire le parole degli allenatori a fine partita.
Se da una parte Pioli non può che certificare gli errori, in una gara comunque complicata per la sua squadra, pone già il traguardo alla partita di campionato. E lo stesso orizzonte ce l’ha Allegri. Non può “bastare” la doppia vittoria consecutiva, con 3 gol realizzati soprattutto perché il livello continua ad alzarsi. Bologna, Maccabi e Milan. E’ li che la Juventus dovrà dimostrare di essere guarita.
La sconfitta di Londra, è l’unica delle italiane in questo turno di Champions. E non era un turno semplice anche per lo stato di salute delle altre, soprattutto dell’Inter che è riuscita ad alzare la testa nel miglior modo possibile. Il Milan anche avrebbe avuto bisogno di un miracolo, bisogna essere lucidi nell’analisi. Andare a giocare contro il Chelsea a casa loro senza 3/4 titolari in difesa significava dover fare una partita perfetta. Il Milan è rimasto in partita per un tempo, avrebbe avuto anche l’opportunità di pareggiarla al 45esimo, ma - proprio come ha detto il suo allenatore - ha fatto qualche errore di troppo.

In difesa certamente. In attacco, con la gigantesca occasione non capitalizzata da Krunic. Sarebbe potuta essere forse un’altra partita. Ma la verità è che i rossoneri avrebbero davvero dovuto fare a prescindere una partita perfetta, a maggior ragione con una difesa così rimaneggiata. Il Milan non si è mai perso d’animo in questi anni. Ha saputo sempre fronteggiare le difficoltà e non ha mai messo scuse o giustificazioni. E anche stasera è successo. Nessun accenno agli assenti: è da sempre la filosofia rossonera, quella che è servita al Milan a vincere lo scudetto la passata stagione.
E ora allora testa alla Juventus. Senza paura, senza sapere se e chi recupererà. Perché conta sì, ma non per spiegare - eventualmente - il risultato.
Sono servite (le assenze) a spiegare non una sconfitta ma il momento della Juventus. Ora che piano piano stanno rientrando la Juve acquisisce fiducia, metri, tiri e gol. Ha ripreso fiducia Vlahovic che ha segnato per la seconda partita di fila (ne avrebbe segnati due, uno annullato, ne avrebbe potuti segnare anche altri ed è stato lui il primo ad essere amareggiato). E’ tornato protagonista Rabiot (che tutti criticano ma che lo scorso anno Allegri ha praticamente fatto giocare sempre). Ma soprattutto abbiamo visto Di Maria: 3 assist, tanto per gradire. Per la prima volta in stagione gioca 90 minuti e ha letteralmente inventato traiettorie. Un piede straordinario, una personalità strabordante. E la Juve si rimette in carreggiata, anche se. Anche se ce ne sono due. Il primo è che si è complicata la vita andando a prendere un gol evitabile. Il secondo è che il pareggio fra PSG e Benfica non ci voleva. Se la Juve vuole passare il turno deve continuare a spingere sull’acceleratore, continuare a vincere, a partire dalla prossima.
Ma prima delle due partite di “ritorno” Juve e Milan si scontrano. E anche questo potrebbe avere un valore, in preparazione alla partita di Champions di martedì.