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Supercoppa Italiana in Arabia Saudita: scelta giusta o sbagliata?

Supercoppa Italiana in Arabia Saudita: scelta giusta o sbagliata?TUTTO mercato WEB
giovedì 25 gennaio 2024, 07:16L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Il 21 agosto 1999 mi trovavo a San Siro per Milan-Parma, finale di Supercoppa Italiana. Vinsero i ducali per 2-1 (Boghossian e Crespo). Una bella festa, in pieno periodo vacanziero (allora le vacanze erano cadenzate in maniera tradizionale). Sono trascorsi praticamente quasi 25 anni e la Supercoppa Italiana è diventata una Final Four e si è giocata in Arabia Saudita, lontanissima dal cuore pulsante del nostro calcio, ossia i tifosi. Le ragioni del viaggio nel nuovo Paese dei balocchi sono note a tutti. Parliamo di 23 milioni di buoni motivi… Sì, il montepremi messo in palio, dai generosi amici arabi, per le Final Four di Supercoppa Italiana è stato di ben 23 milioni di euro. Ci hanno guadagnato tutti i diretti interessati: la Lega ne ha incassati circa sette, l’Inter ben otto, il Napoli cinque e Lazio e Fiorentina si sono spartire il resto del malloppo… Ok, il calcio moderno è business ma, onestamente, ne è valsa la pena? La risposta non è tanto semplice… Se si guarda al calcio ancora con gli occhi di chi, come il sottoscritto, crede che sia ancora uno sport, è chiaro che la scelta di guardare esclusivamente al dio denaro stona. Le tre partite disputate sono state surreali. In tribuna non c’erano tifosi veri (a Napoli-Fiorentina non c’erano proprio). A parte qualche eroico tifoso che si è potuto permettere il lungo viaggio sino a Riad (io lo scrivo così), il resto degli spettatori era decisamente lontano dal nostro modo di intendere l’autentico invasato di calcio che tifa allo stadio. Insomma, non l’atmosfera che si vive nei big match di casa nostra, chiaro no? Come se non bastasse, la cultura araba è differente dalla nostra. Ce ne siamo accorti durante il minuto di raccoglimento in onore di Gigi Riva… Come se non bastasse, se la Lega puntava a promuovere il calcio italiano, gli errori arbitrali durante la finalissima non hanno certo aiutato…
Eppure, c’è anche un’altra prospettiva da tener presente. Come sottolineato dal patron del Napoli De Laurentiis, l’Arabia Saudita è il Paese che si sta evolvendo più rapidamente al mondo. Usano il calcio come spot e lo fanno alla grande.

Grazie alle loro disponibilità economiche infinite, i sauditi stanno strappando sempre più campioni alla povera e invecchiata Europa pallonara. Non esserci, sarebbe un delitto. La Serie A, già in crisi, ha bisogno dei soldi arabi, così come tutte le leghe europee (Premier League compresa, anche se in maniera minore). Quindi, giustificata la scelta di “trasferirsi” in Arabia Saudita. Anche l’idea di farci giocare un intero turno di Serie A, all’apparenza folle, ha un suo perché… Si pensi all’NBA. Per diventare sempre più globali, vanno ovunque nel mondo. Ecco, il problema è che la Lega della Serie A non è l’NBA. Siamo piccoli, problematici e confusionari. Abbiamo un potenziale incredibile ma non sappiamo sfruttarlo. A noi piace starcene nel nostro orticello, a rischio di scomparire. Viviamo di ricordi e illusioni. Forse è per questo che siamo tanto appassionati di calcio. Quindi, per concludere, mi auguro, il prima possibile, di assistere ad una finale di Supercoppa Italiana “a casa nostra” ma credo che non accadrà più…

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