Allegri-Furlani, storie tese. E il Milan potrebbe cambiare anche DS: occhi su D'Amico
L'edizione di oggi de Il Giornale si sofferma sul risiko che si accenderà quest'estate in vista della prossima stagione calcistica: riguarderà sia gli allenatori che i dirigenti e dovrà tenere di conto anche dei bisogni della Nazionale italiana, che nel medesimo lasso temporale è alla ricerca dell'erede di Gattuso come commissario tecnico, oltre che di nuove figure per far ripartire la FIGC.
Il quotidiano sottolinea come i due nomi forti per il posto da ct dell'Italia siano quelli di Antonio Conte e Max Allegri, il cui futuro tra Napoli e Milan oggi sembra tutto fuorché scontato. E si sprecano già tra l'altro le possibilità per rimpiazzarli nelle loro attuali squadre di club: i tifosi azzurri sognano il ritorno di Maurizio Sarri, ma la dirigenza valuta con attenzione anche Enzo Maresca, Vincenzo Italiano e proprio Max Allegri.
Allegri tra l'altro ha un rapporto sempre più sfilacciato con il CEO del Milan, Giorgio Furlani, unico dirigente con potere di firma nel club rossonero che ne ha però di fatto ignorato in toto le richieste nel calciomercato i gennaio. Allegri chiede autonomia e voce in capitolo per rimanere, altrimenti si guarderà intorno. E per questo Furlani strizza l'occhio a Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino, con soprattutto il primo da tenere d'occhio.
E poi, bisogna capire anche se al Milan dovesse imporsi in tutto e per tutto la 'linea Furlani'. A quel punto potrebbe cambiare anche il direttore sportivo, con il candidato più forte per sostituire Tare che sarebbe Tony D'Amico, ora all'Atalanta. Quest'ultimo tra l'altro piace come idea anche alla Roma (dove ritroverebbe Gasperini) per sostituire Massara. In lizza c'è anche Cristiano Giuntoli, con il senior advisor Claudio Ranieri che in caso di rottura potrebbe finire in FIGC.











