Atalanta, Giuntoli: "Vogliamo fare bene per l'Italia e per noi. Svincolati? No, fiducia ai nostri ragazzi"
Andrea Carlino
L'Atalanta si appresta al suo esordio in Conference League affrontando il Pafos nella prima giornata della fase a gironi. Ai microfoni di Sky Sport, il direttore sportivo nerazzurro Cristiano Giuntoli ha fatto il punto della situazione in casa orobica tra ambizioni europee, gestione degli infortuni nel reparto arretrato e crescita tattica del gruppo.
C'è molta curiosità da parte soprattutto dei tifosi di vedere la prima Atalanta questa sera. C'è curiosità anche da parte vostra, visto che la prima partita ufficiale cambierà anche lo scenario?
"No, certo. Siamo arrivati carichi a questa partita, arriviamo da due buone amichevoli. Stiamo cercando di portare in campo quello che il mister sta cercando di trasmetterci e ha cercato di trasmetterci sin dal primo giorno di ritiro. Piano piano stiamo entrando nel suo meccanismo, stiamo capendo come vuole giocare, penso si veda in campo e stasera cercheremo di fare la miglior prestazione possibile".
Un esordio speciale per l'Atalanta, che non si è mai avventurata in questa competizione: toccherà anche a voi, dopo il Milan, cercare di risollevare un po' l'onore e l'umore del calcio italiano dopo i risultati in Champions League?
"Sì, è chiaro che c'è sempre dispiacere quando le italiane non fanno così bene. Cercheremo di fare bene chiaramente per l'Italia, ma soprattutto per noi, perché vogliamo continuare un trend positivo la domenica e proseguire questa nuova strada intrapresa. Sapendo sempre le difficoltà, però siamo dentro e vogliamo fare bene".
Non è un momento facile, soprattutto per la difesa, perché con l'infortunio di Scalvini, che salterà da quello che abbiamo capito almeno quattro partite, la coperta si è ulteriormente accorciata. L'idea di ricorrere al mercato degli svincolati balena nella vostra testa o è un'ipotesi da escludere a priori?
"No. Chiaramente dispiace, sicuramente abbiamo degli infortuni tutti nello stesso reparto che ci vanno un po' a invalidare, però è un percorso, un evento. Noi crediamo anche nei nostri ragazzi che, se presi in considerazione, siamo convinti ci possano dare una mano. Quindi continuiamo nel nostro percorso di crescita senza piangersi addosso, senza 'né se né ma', cercando di continuare a crescere e trovare la nostra identità".
Ma perché nell'Atalanta di Sarri, Gaetano dovrebbe essere il migliore o quantomeno l'accentratore di tutto il gioco della squadra? Secondo te si dovrà raggiungere un compromesso o ce la faremo a vedere questo, viste le caratteristiche in generale degli altri nove giocatori di movimento che ruotano intorno a lui?
"Gaetano ha fatto molto bene le sue gare distinguendosi, però la squadra ancora non ha preso una sua identità chiara e quindi chiaramente magari si è trovato più, fra virgolette, a distruggere che a costruire. Però, a parte Gaetano che sta comunque facendo il suo, stanno facendo bene in tanti, anche quelli della vecchia guardia. Stiamo cercando di trovare, come ho detto, una nostra identità che necessariamente non deve essere un 4-3-3 o un 4-2-3-1. Il primo tempo è stato comunque un primo tempo importante fatto di intensità, dobbiamo continuare su quella falsariga. Il mister è stato bravo ad avere questa intuizione e a lavorare con un 4-3-3 in fase di possesso e un 4-2-3-1 in fase di non possesso: la squadra l'ha accolta molto bene, l'ha sposata molto bene. Stiamo cercando tutti insieme di trovare la strada, la nostra strada che è la nostra identità".
Avete in rosa molti giocatori di cui a basket si dice che abbiano 'punti nelle mani': io direi che hanno gol nei piedi, perché ci sono molti giocatori che storicamente segnano tanto. Ho l'impressione che, a parte forse Kvaratskhelia che segna con regolarità, gli altri si debbano ancora un po' svegliare: penso a De Ketelaere, penso a Raspadori, penso allo stesso Samardzic che è un giocatore che ha gol, o a Lookman che ancora non ha segnato. Come li vede?
"Diciamo che la squadra nell'ultimo terzo di campo ha fatto un po' fatica, nell'ultima gara sicuramente ha fatto molto meglio. Si è visto che sta facendo molto bene Scamacca, che ha cominciato con tre gol che praticamente in passato non aveva mai fatto fino a questo punto. Sicuramente tutti possono fare meglio, ma questo dipenderà anche dall'aiuto per la squadra. La squadra vista nell'ultima gara credo che possa essere quello il piglio giusto per aiutare i nostri attaccanti. Alla fine il calcio moderno è difendere tutti insieme e attaccare tutti insieme: noi pensiamo di avere dei ragazzi di grande qualità davanti, ma dobbiamo essere tutta la squadra ad aiutarli per cercare di fare meglio".
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