Butez esaltato: "Quale posto migliore di Como per crescere. Progetto entusiasmante"
C'è un titolarissimo del Como probabilmente sta facendo tutta la differenza del mondo, specialmente questa stagione, per infondere serenità a tutta la squadra con la qualità espressa dalla gestione palla al piede. Una dote che oggigiorno è sempre più ricercata dagli allenatori e che non dà solo il via al gioco, ma infila il pallone negli spazi. Stiamo parlando di Jean Butez, portiere biancoblù reduce da un salvataggio cruciale che ha permesso ai suoi compagni di approdare in semifinale di Coppa Italia dopo aver eliminato il Napoli ai calci di rigore.
Arrivato solamente allo scorso gennaio, Butez ha raccontato cosa l'abbia spinto a lasciare nel bel mezzo della stagione il Royal Antwerp: “Il mio trasferimento in un altro paese è andato bene. Avevo bisogno di un cambio di scenario, di ambiente, di scoprire una nuova cultura, anche se vicina a quella francese", la spiegazione data ai microfoni ufficiali del Como. "Io e la mia famiglia avevamo bisogno di scoprire qualcosa di nuovo e quale posto migliore del Lago di Como per crescere sia come famiglia sia calcisticamente dentro un progetto sportivo entusiasmante. Per me è stata una vera opportunità poter partire verso la novità".
Il suo passato nelle giovanili del Lilla, prima di approdare in Belgio, lo ricorda benissimo: "Gli anni in Francia sono stati molto importanti per la mia crescita, anche perché a Lille ho trascorso dagli 8 ai 21 anni. E’ stato un periodo caratterizzato da tanto apprendimento e molti momenti importanti, nelle giovanili e attraverso incontri cruciali durante la mia carriera. A Lille ho incontrato persone con cui sono ancora in contatto oggi, perché mi hanno aiutato a diventare il calciatore e l’uomo che sono adesso".
Due tappe di carriera differenti, come ha spiegato il francese di 30 anni: "Il passaggio dalla Francia al Belgio è stato molto naturale, era importante per me giocare da numero uno in prima squadra. È stata una vera opportunità restare vicino alla Francia e poter giocare, a 22 anni, nella prima divisione belga. Ho imparato molto", ha confidato Butez.
"Dal punto di vista sportivo è stato un percorso di apprendimento molto veloce che mi serve tutt’oggi", ha proseguito il portiere del Como. "Ci sono stati momenti piuttosto difficili in cui ho vissuto tante cose: errori, un cartellino rosso, sbagliare sul campo. Questa esperienza oggi mi permette di essere più forte, sapere affrontare mentalmente le partite con più tranquillità e serenità e saper gestire bene i momenti difficili".











