Caos arbitri, Cesari evidenzia un altro problema: "Assistenti depotenziati. Oggi sono amorfi"
"Mancano carisma e personalità, il Var tende a comandare l’arbitro, le regole cambiano in fretta e vedo sempre più individualista". Anche Graziano Cesari, ex direttore di gara e oggi opinionista, interviene a gamba tesa sulle tantissime polemiche per le decisioni arbitrali a cui stiamo assistendo questa stagione e lo fa tramite i microfoni del Corriere dello Sport. Queste le sue considerazioni: "Quando gli arbitri assimilano le regole, poi se le ritrovano cambiate. Troppa interpretazione. Manca poi forse un po’ di formazione: oggi ci sono tanti condizionamenti, enormi pressioni, bisogna saper parlare davanti a 60 mila spettatori e si guadagna molto di più. La gavetta si è certamente ridotta per arrivare al top e quando sei giovane uno scotto devi pagarlo. Ma le esigenze di carriera non possono annientare il gioco di squadra".
Comanda davvero il Var?
"Apparentemente sì. E condiziona gli arbitri, che ormai sembrano incapaci di prendere decisioni. Gli assistenti poi sono stati depotenziati. I miei erano come angeli custodi. Pensate, ci mandavamo addirittura dei segnali occulti. Ora sono anonimi, amorfi, lontani. Tanto che ormai si parla di intelligenza artificiale applicata ai guardalinee".
Dove vede più confusione?
"Il fallo di mano è diventata una situazione indecifrabile. Pensate che i tifosi capiscano quando è rigore? Se i regolamenti sono difficili, semplifichiamoli. Var a chiamata? Lo metterei subito. Il Var dovrebbe essere a disposizione anche delle squadre. Le poca trasparenza, l’indecisione e la riluttanza a prendere decisioni porta al caos. Favorevole anche ai calciatori al monitor".











