D'Andrea (2004) titolare: da Sassuolo il messaggio di speranza per il calcio italiano
Luca D'Andrea, classe 2004, titolare in Torino-Sassuolo. Dionisi ha sorpreso tutti puntando sull'esterno già protagonista in Primavera e anche con le nazionali azzurre giovanili. Un talento campano, che si era messo in evidenza con la SPAL. L'arrivo a Sassuolo l'anno scorso, a gennaio. Un colpo da 90 per il settore giovanile, quello messo a segno dal responsabile del settore giovanile Francesco Palmieri, che lo ha voluto a tutti i costi ed è andato a prenderlo dagli estensi, strappandolo a diverse società, tra cui anche delle big. Queste le sue parole a SassuoloNews.net: "Non è stata una soddisfazione per Palmieri ma per tutto il Sassuolo Calcio. Dionisi facendo giocare D'Andrea dal 1' minuto ha fatto un bello spot anche per i giovani italiani: un 2004 titolare a Torino, in una gara così difficile, è stato un messaggio importante".
Il Sassuolo e il messaggio per la Nazionale
Da Sassuolo infatti un messaggio di speranza per il calcio italiano: sì, i giovani bravi ci sono! Quella neroverde, fra l'altro, è una delle formazioni più giovani dell'intero campionato: 24,7 anni di media, alle spalle del Lecce e del Torino. Sei acquisti estivi per i neroverdi tutti tra i 20 e i 24 anni a fronte di una spesa di circa cinquanta milioni resa sostenibile dalle contestuali cessioni di Scamacca, Boga (a gennaio) e Raspadori. Dionisi non è un allenatore che 'regala' passerelle, lo ha dimostrato con le sue scelte: se ha deciso di puntare su D'Andrea è perché ha capito di avere tra le mani un talento importante. Il nuovo talentino neroverde, dopo essersi scrollata di dosso l'emozione per l'esordio, ha ricambiato la fiducia dell'allenatore con una prestazione importante, con personalità, coraggio e lucidità.
L'idea spiegata da Dionisi
Ma com'è nata l'idea di D'Andrea titolare? Lo ha spiegato direttamente mister Dionisi a Sky: "Ci ho pensato molto se farlo giocare e quando farglielo capire. Oggi avevamo anche una piccola rifinitura e lì ho cercato di non far capire a nessuno e in primis a lui se avrebbe giocato, volevo che vivesse la partita come le altre per non farlo consumare troppo. Credo che fino all’ultimo non pensasse di giocare. Gli ho fatto i complimenti quando è uscito come a tutti, non gli ho parlato prima della partita perché gli sarebbe entrato in testa poco. Ha fatto una buona partita, ha fatto ammonire due giocatori contro una squadra aggressiva e fisica. Non era forse la partita ideale per farlo esordire, ma è andata bene anche per noi. Quello che conta è la prestazione e il risultato”. E adesso viene il bello!






