Dopo una vita in Serie A, la strada del 40enne Dzeko incrocerà per l'ultima volta l'Italia
Oltre 119 gol in 260 presenze con la Roma, più di 100 partite giocate con l'Inter e quattro trofei vinti, l'ultima parentesi (poco fortunata) con la Fiorentina, terminata meno di due mesi fa. Dal 2015, quando la Roma lo strappò al Manchester City, Edin Dzeko ha legato in maniera indissolubile una parte importante della propria carriera alla Serie A.
A fine gennaio, quando il bosniaco ha lasciato l'Italia per fare ritorno in Germania, il filo conduttore con il nostro Paese sembrava aver raggiunto la parola fine. E invece no, alla veneranda età di 40 anni, la strada di Dzeko incontrerà ancora una volta quella italiana. Stavolta è l'azzurro, non un colore di club, per una partita che terrà in ansia due intere Nazioni.
Due mesi fa Dzeko si giocava la salvezza a Firenze, adesso si gioca il Mondiale guidando la sua Bosnia contro Gattuso, contro alcuni dei suoi ex compagni, contro una squadra che non può fallire ancora l'accesso alla rassegna iridata. Allo stesso tempo, a Zenica non sarà una partita come le altre: "Significherebbe tutto. Non solo per me, ma anche per la nuova generazione". Anche a parole Dzeko dimostra di avere le idee già chiare.











