È stata la mano di Faraoni: il Verona festeggia la salvezza. Ngonge intuizione d'oro
È stata la mano di Faraoni. Il Verona si assicura la permanenza in Serie A al termine di uno spareggio punteggiato d'emozioni, episodi, colpi di scena. Lo fa con la firma indelebile del proprio capitano, autore del momentaneo 1-0 e di quella che, col senno di poi, è diventata la giocata della serata: una parata sul lob di Shomurodov che sul momento era parsa un'autentica follia, perché oltre a consegnare allo Spezia il pallone del probabile 2-3 ha condannato la squadra di Zaffaroni a disputare quasi mezz'ora in inferiorità numerica. E invece l'errore dal dischetto di Nzola ha ribaltato la prospettiva: quel gol negato ha consentito al Verona di sigillare il doppio vantaggio, mantenuto poi fino al fischio finale.
Ngonge, che intuizione: è lui l'eroe del Mapei
La vittoria corona una rimonta che, al netto dell'andamento sinusoidale, ha dell'incredibile: l'Hellas partiva da un meno otto a gennaio, e oggi festeggia la salvezza. Lo fa grazie ad una compattezza di gruppo che è andata cementandosi con lo scorrere delle settimane, grazie al coraggio di dare continuità al lavoro di Bocchetti integrandolo con l'esperienza di Marco Zaffaroni, e grazie anche al contributo degli acquisti di gennaio scelti da Sean Sogliano, in tandem con Marroccu. Su tutti, ovviamente, Ngonge, che ieri ha deciso il match con una doppietta. Un'intuizione a costo zero che, a distanza di pochi mesi, rappresenta un patrimonio per il club. Il cielo all'orizzonte è finalmente terso: la permanenza nella massima serie, probabilmente, non allontanerà la rivoluzione estiva. Ma poter programmare un'altra stagione in A - la quinta consecutiva - ha tutto un altro valore.











