Empoli, Pagliuca: "La Cremonese ha sei-sette giocatori da Serie A, per noi è uno stimolo enorme"
Guido Pagliuca, tecnico dell'Empoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Cremonese:
Mister, siamo arrivati finalmente al campionato. Si parte subito con una sfida importante contro la Cremonese, una delle squadre più accreditate per fare bene in questa stagione. Dopo quanto visto a Pisa, avete preparato qualcosa di diverso per affrontare una squadra che sulla carta può avere qualcosa in più?
"Parliamo di due squadre forti, entrambe con una propria identità, ma con un modo di giocare diverso. Sarà una partita nella quale dovremo essere bravi a dare grande intensità in alcuni momenti, riconoscendo le situazioni che ci permettono di aumentare l'intensità nella fase di non possesso. Allo stesso tempo dovremo avere le giuste letture quando avremo il pallone, capire quando sarà il momento di respirare un attimo, perché è importante anche essere lucidi con la palla e cercare di capire un po' il gioco. Ne abbiamo parlato con i ragazzi con la massima serenità e semplicità. La cosa buona che possiamo fare è mettere in campo ciò che tutti sanno fare bene: controllo, passaggio, controllo, passaggio. Dobbiamo partire dalla semplicità per poi riconoscere il gioco, cogliere alcuni dettagli e sviluppare quello che è stato il nostro pensiero durante la settimana".
La Cremonese è una squadra appena retrocessa dalla Serie A e ha mantenuto buona parte dell'organico. È un vantaggio affrontarla subito oppure resta comunque una partita molto complicata?
"È una partita difficilissima, contro una squadra che avrà sei-sette undicesimi che lo scorso anno giocavano in Serie A e che avrà un allenatore forte, con uno staff che la scorsa stagione era in Serie A e fino all'ultimo si è giocato la salvezza. Allo stesso tempo è uno stimolo importante per tutti noi e per la nostra squadra. A differenza loro, che avevano sei-sette giocatori in Serie A, noi avevamo sei-sette giocatori che avrebbero potuto giocare in Primavera. Quindi è uno stimolo grandissimo per noi. È naturale che ci sia una cosa che non può mancare: la ferocia, la bava alla bocca, la voglia di poter competere con i giocatori che abbiamo davanti. Questa voglia di competizione, questo fuoco dentro, deve essere un aspetto dominante e importante all'interno della partita".
Questo atteggiamento, che lei considera fondamentale, lo ha visto crescere durante la preparazione?
"No, i ragazzi sin dai primi giorni hanno sempre avuto l'atteggiamento giusto. È un gruppo splendido sotto tanti punti di vista. È normale che, essendo una squadra giovane e con margini di miglioramento, questi margini vengano fuori ogni qual volta si mette l'atteggiamento giusto in ogni cosa che facciamo. Domani, in ogni momento della partita e in ogni minuto della gara, dobbiamo avere l'atteggiamento giusto e lavorare insieme: lavorare insieme da squadra, lavorare insieme da amici, lavorare insieme anche sotto l'aspetto dell'unità di intenti. Tutti insieme vogliamo affrontare questa squadra e cercare di dare il meglio di noi. Sentiamo la necessità, come gruppo, di connetterci non solo tra noi giocatori e tra le persone di campo, ma anche con l'esterno, con i nostri tifosi. Domenica, dopo la partita di Pisa, mi sono dimenticato di fare un applauso ai nostri tifosi perché ci hanno aiutato e ci hanno spinto. Domani, in casa nostra, nel nostro stadio, è fondamentale che inizi questo percorso di unione tra la squadra e la tifoseria, con la nostra gente, con la nostra gradinata che è sempre stata vicina. È naturale che dobbiamo essere noi i primi a trasmettere senso di appartenenza e quel carattere che l'Empolese vuole vedere sul campo. Però è scontato dire che noi abbiamo bisogno di loro".
Come procede invece l'inserimento dei nuovi arrivati? Ci sono novità anche per quanto riguarda le scelte in attacco?
"Io vedo bene tutti gli attaccanti davanti. Anche Flavio Bianchi è un giocatore in crescita, quindi ho la possibilità di scegliere. È naturale che i ragazzi ogni giorno debbano cercare di mettermi in difficoltà: laddove mi mettono in difficoltà, aumentano le scelte e questo mi fa sentire a mio agio. Mi fa sentire a mio agio nel dire chi sta meglio, chi ho visto meglio questa settimana e chi domani farà giocare. Sinceramente, ad ora non ho ancora deciso, perché Monaco sta bene, ha fatto una grande partita, Popov sta bene, Flavio sta bene, Shpendi sta bene. Sono tutti giocatori che possono essere protagonisti. Anche Campaniello è un giocatore in crescita. Vediamo domani. Sicuramente ci sarà una staffetta fra questi sei giocatori, che si vedrà sul campo".
E Zedadka? È pronto per avere minuti?
"Sì, si è allenato quasi tutta la settimana con noi. È pronto anche per fare un po' di minutaggio. Non ha 90 minuti nelle gambe, però è pronto per giocare un po'. Contiamo tantissimo in lui perché ci ha fatto vedere anche in questa settimana delle buone cose".
Quanto è importante, soprattutto in una squadra giovane, la presenza dei giocatori più esperti? E la prova di Magnino da braccetto a Pisa può essere riproposta?
"Con Cauz che è entrato in condizione e che si è allenato con noi tutta la settimana, anche se è la prima settimana che fa, l'ho visto abbastanza bene. Potremmo riportare Magnino in mezzo al campo, così come potremmo continuare con Magnino braccetto. È una cosa che, come è successa a Pisa, potrebbe avvenire anche durante la partita. Per quanto riguarda i giocatori più esperti come Perisan, Romagnoli, Magnino e Curto, sono ragazzi importanti all'interno dello spogliatoio, sia per la crescita dei giovani nella quotidianità sia per quanto riguarda l'approccio emotivo alla partita. Penso che il calcio di oggi, se vogliamo cercare di giocare, ci debba servire anche a divertire. E per divertirsi dobbiamo avere quella leggerezza seria, quella leggerezza cattiva che ti porta a giocare con l'inconscio e, allo stesso tempo, essere cattivi, pronti a vincere un duello, vincere un contrasto, andare addosso all'avversario quando c'è da prendere la palla. Se c'è da prendere la palla e tirarla dall'altra parte del campo, si tira dall'altra parte del campo. Però ci deve essere anche la gioia e il piacere di giocare. È quello che vorrei vedere nei ragazzi domani: la gioia negli occhi di confrontarci contro una squadra importante e il piacere di voler competere contro giocatori importanti, come lo è per noi come staff".
Dopo queste settimane di lavoro, quanto può ancora crescere questo Empoli? E quanto è vicino alla squadra che ha in mente, considerando anche che il mercato è ancora aperto?
"Ogni partita è una partita diversa dall'altra e sicuramente, a partire da domani, anche la preparazione e la strategia della gara saranno un pochino diverse dall'ultima partita che abbiamo giocato. La squadra si è trovata in quattro giorni a preparare qualcosa di diverso da quello che aveva allenato prima, però i nostri principi sono quelli sui quali lavoriamo da un mese a questa parte. È normale che, quando affronti una squadra che ti viene a prendere sul riferimento, hai dei principi diversi rispetto ad affrontare una squadra che ti concede alcune cose. Quindi domani dobbiamo capire bene, o meglio cercheremo di capire bene, che tipo di partita sarà e poi cercare di avere la strategia giusta".






