Fiorentina, Vanoli: "Felice per i ragazzi, meritavamo da tempo i tre punti"
Andrea Carlino
La Fiorentina scaccia la crisi e ritrova la vittoria superando 4-2 il Sassuolo nel delicato scontro salvezza del Mapei Stadium, valido per la 10ª giornata di Serie A.
Dopo un primo tempo equilibrato chiuso sull'1-1 con le reti di Laurienté e Pellegrino, i viola cambiano passo nella ripresa: Njie firma il provvisorio vantaggio, Laurienté risponde con la personalissima doppietta del 2-2, ma a spaccare definitivamente il match ci pensano i cambi di Paolo Vanoli. L'ingresso di Pedro Gonçalves risulta determinante nel rifinire le giocate decisive per la stoccata di Mastantuono e il sigillo finale di Valdepeñas.
Un successo fondamentale che permette alla Fiorentina di agganciare proprio i neroverdi a quota 8 punti, portandosi a +3 sulla zona retrocessione, e che spinge l'allenatore viola a fare il punto della situazione al termine della partita ai microfoni di DAZN.
La vediamo un po' più sollevato e sorridente dopo un periodo complicato, per questa vittoria meritata. Quanto è felice per questo successo che mancava da un mese e mezzo? E come commenta le parole del suo giocatore Mateo Pellegrino, che ha evidenziato come lei riesca a trasmettere cosa significhi giocare per la Fiorentina?
"Sono felice per questi ragazzi perché era da tempo che esprimevamo un ottimo calcio e meritavamo più di una volta di arrivare vicino ai tre punti. A volte per errori nostri, a volte per un percorso di maturazione non li avevamo raggiunti, ma ho sempre detto ai ragazzi che la strada era quella giusta. Riguardo a quello che ha detto Mateo Pellegrino, noi siamo la Fiorentina. Quando indossiamo questa maglia portiamo avanti qualcosa di importante e io ho la grande responsabilità di farglielo capire, perché penso che questi ragazzi abbiano il talento per poter fare qualcosa di importante in prospettiva futura per la Fiorentina. Ho sempre detto che bisogna mettere da parte l'io e usare il noi. Stasera chi è entrato ha voluto dimostrare di essere presente e che tutti insieme potevamo uscire da un momento in cui le prestazioni c'erano, ma mancavano i risultati".
È stata una prova molto matura e intelligente: avete mantenuto una concentrazione totale e le giuste distanze senza perdere la testa, anche dopo essere andati in svantaggio. Il gol di Mateo Pellegrino prima dell'intervallo vi ha riaperto la strada e poi le giocate di Pedro Gonçalves hanno fatto la differenza, specialmente l'assist no-look per Franco Mastantuono. Questo dimostra la qualità dei singoli a sua disposizione?
"Ne ho più di uno importante, l'ho sempre detto. A volte serve tempo per trovare il vestito adatto: io sono arrivato dopo e quindi piano piano li sto conoscendo e loro stanno conoscendo me. È normale che a volte, quando hai l'emergenza dietro, devi sistemare un po' di cose. So di avere in mano una squadra di valore, l'ho sempre detto, ma questo valore deve poi trasformarsi in risultati. Stasera devo dire che chi è entrato l'ha fatto bene, però dobbiamo anche capire che in un campionato come quello italiano non possiamo prendere sempre due gol, quindi dobbiamo guardare anche a questo. Gli errori sono serviti per crescere perché siamo una squadra giovane: abbiamo buttato via il risultato a Milano contro l'Inter in cinque minuti, con il Como gli episodi ci sono andati contro e con l'Atalanta non abbiamo saputo gestire i momenti difficili. Ora la vittoria aiuta ad avere più autostima e consapevolezza. Ci tenevo però a fare i complimenti a chi è entrato: ho detto allo spogliatoio che Pedro Gonçalves è un esempio di professionalità, così come lo è stato João Mário".
Per gli esteti del calcio sarebbe affascinante vedere una trequarti di grande qualità con Pedro Gonçalves, Franco Mastantuono e Mateo Pellegrino insieme. Un ipotetico 4-2-3-1 con questi interpreti è una soluzione che ha in mente oppure bisogna prima trovare l'equilibrio?
"Penso che gli interpreti ci siano per fare tante cose. Il problema è la disponibilità, perché nel calcio servono entrambe le fasi. Quando parlo di mentalità difensiva non intendo solo coprire, si può difendere anche mantenendo la palla, commettendo meno errori tecnici che ultimamente ci stavano condannando e riaggredendo meglio con i giocatori offensivi in campo. La qualità non deve essere fine a se stessa, ma deve essere al servizio della squadra per arrivare al risultato. Se si mettono a disposizione come hanno fatto stasera siamo un gruppo: abbiamo bisogno di tutti e stasera lo hanno dimostrato".






