Gattuso non è abituato. Il 16 agosto sembrava l'ennesima sfida da Don Chischotte
TMWGennaro Gattuso ieri pomeriggio si sarebbe accontentato anche del pareggio. L'ha detto lui stesso al termine della gara contro il Cagliari, una vittoria diversa rispetto alle altre ottenuta in rimonta dopo il gol di N'Zola al primo tiro degli ospiti. Un successo arrivato dopo una partita spesa all'attacco, grazie ai cambi e al gol decisivo di Andrea Pinamonti quando l'1-1 sembrava ormai indirizzato: "La squadra ha sorpreso anche me. Mi sarei accontentato di portare a casa un punto, ma loro volevano vincere a tutti i costi. I cambi ci hanno dato maggiore energia e determinazione. Quattro giorni fa il Cagliari aveva affrontato la Roma proprio qui, creando nove occasioni da gol", le sue parole dopo la nona vittoria nelle prime dieci gare di campionato. Primo posto, +3 sull'Inter, il doppio dei punti del Napoli. Chi l'avrebbe mai detto? Non Gattuso che in estate quando accettò la Lazio pensava di dover intraprendere un'altra battaglia contro i mulini a vento.
Gattuso cuore d'oro
E invece la Lazio oggi rappresenta tutt'altro mondo rispetto a ciò che Gattuso ha vissuto in passato. In Grecia all'Ofi Creta pagò di tasca sua gli stipendi ai calciatori dopo le dimissioni, mise sul piatto circa 50mila euro. A Pisa tra il 2015 e il 2017 non andò poi troppo diversamente: una promozione in B e poi il ritorno in terza serie in una società in piena crisi finanziaria. Anche in quel caso contribuì al pagamento degli stipendi dei dipendenti del club, pagò di tasca sua anche le confezioni di acqua minerale. "Altrimenti bevono dalla fontanella", commentò ironicamente.
Persona di cuore, generosa. A Napoli in pieno Covid rinunciò allo stipendio per permettere al club azzurro di pagare staff e magazzinieri. A Milano lasciò sul tavolo quasi undici milioni lordi pur di far avere ai suoi assistenti tutti gli emolumenti pattuiti. L'ultima avventura prima della parentesi in Nazionale è stata quella a Spalato, in Croazia. Alla guida di un Hajduk in piena crisi finanziaria, pensò bene di regalare e giocatori e staff un iPhone 16 in un periodo nel quale nessuno riceveva gli stipendi.
Il retroscena svelato ieri sera
Gennaro Gattuso allenatore è stato principalmente questo. Un manager che anno dopo anno prova sempre di più ad allontanare l'immagine che s'è costruito da calciatore, un tecnico che ha commesso i suoi errori ma s'è sempre mosso con generosità. Che s'è sempre gettato a capofitto nella situazioni più complicate e ne è sempre venuto fuori da gran signore. Sbarcato nel mondo Lazio tra vibranti proteste e mercato a costo zero, sembrava dovesse vivere l'ennesima stagione in trincea. L'eliminazione dalla Coppa Italia il 16 agosto pareva l'incipit di un copione dall'epilogo amaro.
E invece già quella sera Gattuso sapeva che quest'anno sarebbe andato diversamente: "Quando abbiamo perso col Mantova sembrava un funerale, ho fatto una riunione con tutte le persone che lavorano a Formello dicendo che non era morto nessuno. Era successo qualcosa di grave, ma dovevamo continuare con l'entusiasmo visto nei 40 giorni in pre-ritiro. Ho lavorato con i ragazzi e abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, abbiamo smontato tutto rispetto allo scorso anno", ha dichiarato dopo la vittoria contro il Cagliari. L'ennesimo successo di una squadra che sta stupendo tutti, anche il suo allenatore.






