Perché il Frosinone ha speso 8,5 milioni per il "nano velenoso" che fa impazzire Rangnick
TMWOtto milioni e mezzo di euro più bonus per un centrocampista alto 168 centimetri: perché il Frosinone ha puntato così tanto su Romano Schmid? La risposta è arrivata anche (e soprattutto) oggi a Bergamo, dove l'austriaco ha impiegato appena 26 secondi per sbloccare la sfida contro l'Atalanta, prima di firmare la sua personale doppietta nel rocambolesco 4-4 della New Balance Arena. In nove presenze e 684 minuti giocati, il suo bilancio è così già pari a due gol e tre assist realizzati a fine ottobre: un impatto che, a posteriori, dà sicuramente ragione alla scommessa fatta in estate dalla società ciociara.
Il "nano velenoso" di Rangnick
Un indizio sul talento di Schmid, in realtà, era già arrivato dalla Nazionale austriaca e dal suo soprannome più curioso. Il ct Ralf Rangnick lo chiama infatti "giftzwerg", termine traducibile in italiano come "nano velenoso", per la sua statura contenuta e l'aggressività con cui affronta avversari spesso più prestanti fisicamente di lui. "Quelli grossi non amano giocare contro di me", ha ammesso Schmid in un'intervista di pochi giorni fa. Nato a Graz nel 2000, è cresciuto nello Sturm Graz, è passato dal Salisburgo e si è affermato al Werder Brema. Il Frosinone lo ha acquistato nell'estate 2026 per 8,5 milioni più 2 di bonus potenziali, anche se il primato come acquisto più costoso del club giallazzurro è durato ben poco: Tomas Bobcek, sempre nella sessione di mercato estiva del 2026, l'ha seguito dal Lechia Danzica per circa 11 milioni più bonus.
Sognando... Dybala
C'è poi il lato più personale del fantasista: da adolescente Romano si faceva chiamare "Zauberer", cioè "mago", tanto da arrivare a scriverlo sui suoi scarpini da calcio a soli 15 anni. Tra i suoi idoli, del resto, c'erano numeri 10 illustri come Messi, Gotze e Paulo Dybala, al quale lo stesso Schmid si è ispirato per il tatuaggio sul suo polpaccio: un pallone sormontato da una corona. Le premesse insomma c'erano tutte, ma, dopo aver incantato anche contro l'Atalanta, il "nano velenoso" del Frosinone non può più considerarsi un azzardo.






