Gattuso, che errore lasciare fuori Zaniolo: altro che gruppo, Milan-Udinese aumenta i rimpianti
Sembra che lo facciano apposta, i calciatori non convocati per i playoff persi dalla Nazionale, a giocare bene per far aumentare il rimpianto. Del senno di poi son piene le fosse, si dice. Ma, nel caso di Nicolò Zaniolo, non c’è alcun giudizio a posteriori. L’attaccante dell’Udinese è stato indicato, sin dalle convocazioni, come uno dei principali elementi di discussione per le scelte di Gennaro Gattuso, ormai ex ct azzurro. Non scopriamo certo oggi, che il classe ’99 sta vivendo la stagione della rinascita, o forse della definitiva maturazione.
Sul 3-0 rifilato dall’Udinese al Milan, a domicilio, c’è in bella vista la firma di Zaniolo. È entrato nei primi due gol dei friulani, ha dribblato, ha portato palla, ha creato pericoli agli avversari, ha anche aiutato in fase di non possesso. Tutto quello che gli azzurri a Zenica non sono riusciti a fare, in una partita segnata, oltre che dall’espulsione di Bastoni, dalla totale incapacità della Nazionale di rimediare all’inferiorità numerica con qualche giocata dei singoli. Zaniolo non sarà Baggio, sono tempi lontani in cui potevamo permetterci quei lussi. Ma, in un campionato che non regala individualità o giocate, la sua classe avrebbe aiutato parecchio, lo certificano anche i numeri di una stagione da sei gol e otto assist.
Del resto, nella sua esclusione non c’era - quasi - nulla di tecnico. La motivazione sempre filtrata da Gattuso e dal suo staff è stata chiara: mantenere l’unità del gruppo, rimandare il discorso alle eventuali valutazioni che sarebbero state fatte sui Mondiali post qualificazioni. Rino non voleva zaniolate, convinto che non avrebbero aiutato. E invece sì, perché quei colpi di testa fuori dal campo sembrano alle spalle, come lo sono le nostre speranze di tornare ai Mondiali: restano solo le giocate sul manto erboso. E di quel talento avremmo avuto un disperato bisogno.











