Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Ibrahimovic ringrazia Capello: "Con lui sono diventato il migliore, mi ha plasmato"

Michele Pavese
autore
Michele Pavese
martedì 6 agosto 2024, 13:45Serie A
06.08.2024 13:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Il presente nel Milan, con un ruolo cucito apposta per esaltare le sue doti di leader. Una qualità che Zlatan Ibrahimovic ha cominciato ad acquisire quando si trasferì in Italia: "Alla Juventus avevo Fabio Capello. Mi ha distrutto ma allo stesso tempo mi ha costruito. Come? Facile. Oggi sei una m***a, domani sei il migliore. Andava così: quando pensavo di essere il migliore, lui mi distruggeva. Ti mandava in confusione, pensavi: 'Cazzo, sono davvero il migliore o sono una m***a?' Quando eri giù, lui ti sosteneva", ha detto lo svedese nella lunga intervista concessa al New York Times.

Ha funzionato?
"Sono diventato il migliore. Quindi, sì. Mi ha fatto girare la testa... come se non ci fosse equilibrio. Ma mi ha fatto sempre dare il 200 percento, mi ha plasmato. Hai anche bisogno di un'identità, di una cultura e di una tradizione del club, così come di un allenatore. Un vincitore crea vincitori. I perdenti non creano vincitori. Questa è cultura. Al Milan vogliamo creare questo in modo positivo".

I numeri di Ibra con Capello
Ibrahimovic sbarcò a Torino nell'estate del 2004. I bianconeri spesero quasi 25 milioni per strappare all'Ajax un giocatore che ancora non aveva mostrato tutto il suo potenziale e che non era ancora l'attaccante perfetto. In due anni, lo svedese giocò 92 partite segnando 26 reti e fornendo 19 assist. Numeri non proprio esaltanti, giustificati in parte dalla presenza in rosa e dalla concorrenza di attaccanti di caratura mondiale, come David Trezeguet, Alessandro Del Piero e Adrian Mutu.

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Ivan Cardia
L’Inter deve sognare meno e vincere di più: che sberle in Champions per la squadra più forte d’Italia. Intanto in FIGC si litiga. Sulle riforme? No, sulle nomine
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile