Ibrahimovic: "Tanti allenatori vogliono cambiare il calcio. Nei grandi club non serve fare molto..."
Parlando del suo futuro, Zlatan Ibrahimovic, consulente strategico di RedBird, proprietario del Milan, ha spiegato in un'intervista a (Ne)uspjeh prvaka che non farà mai l'allenatore nella sua carriera: "Se sei stato un giocatore di alto livello, non è la stessa cosa… Allenare è un altro mondo, ti aiuta un po', ma molti sbagliano. Pensano che siccome sono stati grandi giocatori allora saranno grandi allenatori. Io soffro perché non posso più giocare, aiutare i miei compagni, incidere, giocare e vincere. Mi sentivo vivo, entravo in campo e uno doveva vincere. Per me perdere era difficile, ma non siamo supereroi. Se non vincevo era come se non fossi vivo".
Adesso però è diverso: "La parte più difficile del mio lavoro è non poter aiutare giocatori, allenatori, tifosi, club. Sto imparando a farlo in un altro modo, ma è difficile perché ho vissuto quell'adrenalina per 25 anni. Sto migliorando, ma se un giocatore vuole allenare deve imparare e partire da zero. Il problema però è che non possono farlo, portano l'ego e iniziano già dal massimo livello. È l'errore più grande che si possa fare. Se inizi dal basso non ci sono le stesse conseguenze che iniziando dall'alto. Chi ti cercherà dopo guarderà i tuoi risultati. Dagli errori si impara, bisogna sbagliare. Io inizierei con i bambini. Se hai un nome ti scelgono i professionisti, ma poi sbagli e da lì tutti diventa difficile".
Infine una stoccata ad alcuni tecnici: "Oggi nei grandi club non serve fare molto, tanti vedono il calcio come una scienza, ma basta mettere undici uomini, entrare nelle loro teste, motivarli. In quelli più piccoli è più necessario lavorare, ma troppi oggi cercano di cambiare il calcio, essere protagonisti. Gli attori principali sono i giocatori, alcuni tecnici pensano troppo, come se tutto fosse programmato. Il tecnico migliora con l'esperienza, la sua carriera non è come quella di un giocatore, c'è stress, momenti di catastrofe, ma è il risultato dell'esperienza che dimostra come sei intelligente e quanto lo sei. Tutti vogliono inventare il calcio".











