Lo sfogo e poi il bacio, Spalletti: "22 in campo più 1, l'unico non professionista è l'arbitro"
"Oggi eravamo 22 in campo più 1. L'unico non professionista è proprio l'arbitro". Duro sfogo di Luciano Spalletti dopo il rigore non dato alla sua Juventus contro la Lazio per il contatto su Cabal. Intervenuto a DAZN nel post partita dello Stadium (2-2 il risultato finale), il tecnico della Juventus ha attaccato aspramente il sistema.
Lo sfogo di Spalletti
"È una cosa che il direttore di gara può interpretare come vuole, perché il difensore fa un gesto imprudente. Ma io non sono qui a dire se era rigore o no, mi interessa relativamente perché sono episodi che capitano. Io però allargherei il discorso, lo farei più completo: ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole che ci sono. C'è sempre l'interpretazione, quello che non vede nessuno: bisogna sempre valutare la situazione, non si può generalizzare. Anche stasera in campo eravamo in 22 più uno, quello non professionista era l'arbitro. Va fatta una riforma, perché sono gli unici precari dello stadio. Tutti devono essere professionisti, perché è troppo importante e poi si va a sempre a parlare di questo anche se non lo voglio fare. Nell'ultima partita Abisso ha fatto bene, perché la regola dice che se prendi la palla di mano è rigore, è lì che bisogna ragionare perché se non se accorge nessuno... È la rigidità che non va bene. Se si va così quello di stasera è rigore tutta la vita, perché il difensore crea un danno: ma la cosa che non va bene è che l'unico che non è professionista in una partita come questa è l'arbitro. Lui deve andare a casa e pensare a certe cose, per valutare se fa ancora questo lavoro o no. Io ho provato a interessarmi delle situazioni e questa è una cosa che crea squilibrio".
Poi il bacio alla giornalista
Simpatico siparietto durante la medesima intervista a DAZN. Dopo aver espresso un pensiero generale sugli arbitraggi e detto la sua sul concetto di "contatto" nel calcio, Spalletti ha dato un bacio alla giornalista Federica Zille. "Ti posso dare un bacio?", ha chiesto l'allenatore, per poi darle un bacio innocente e ripetere la parola: "Contatto".











