Inchiesta arbitri, l'avvocato di Moggi: "Calciopoli-bis? Sembra frode, ma se manca la società favorita..."
“Quando l’ho letto mi sono sentito più giovane”. Maurilio Prioreschi, avvocato di Luciano Moggi ai tempi di Calciopoli e nel processo penale, commenta così a Tuttosport l’inchiesta che oggi vede protagonisti gli arbitri italiani: “Se fosse come è scritto in quell’avviso di garanzia è pacifico che siamo di fronte a una frode sportiva. Scegliersi un arbitro o impedire che ne venga designato uno rientra in pieno nella frode”. Prioreschi sottolinea anche un aspetto già cruciale per Calciopoli: c’entra poco il risultato delle gare interessate, ai fini della consumazione del reato.
Certo, le stranezze dell’inchieste non mancano: “Trovo strano che sia una specie di accordo che vede solo arbitri coinvolti. Com’è possibile? Gli arbitri si sono messi d’accordo per favorire l’Inter? Bene, a che pro? Qui ci manca un pezzo e non di poca importanza”. Il legale sottolinea un aspetto: sarebbe altrettanto strano che la Procura avesse sollevato un caso del genere senza avere per le mani qualcosa.
Prioreschi è di diverso avviso in merito alla presunta “bussata” in occasione di Udinese-Parma: “Francamente non vedo la frode e non vedo il dolo specifico. L’intervento deve essere finalizzato ad alterare il regolare svolgimento della gara”. In generale, la considerazione è una: “È chiaro che c’è un convitato di pietra. Manca la società favorita. Manca, quindi, un pezzo importante, quello che può reggere quel tipo di accusa”. Del tutto comprensibile la decisione di Rocchi di avvalersi della facoltà di non rispondere: “Io ne sono un cultore convinto, non si va a rispondere a carte coperte. A volte è sbagliato farlo anche a carte scoperte”.










