Inter, con l'Arsenal è la notte della verità. Chivu vuole il pass per gli ottavi
“Dobbiamo essere efficienti e avere personalità nel capire i momenti della partita. Serve maturità e questo gruppo è cresciuto molto nel leggere le fasi di una gara”. Cristian Chivu ha sventolato il suo manifesto, a difesa di un’Inter cresciuta nell’autostima e nell’attenzione, come dimostrano le ultime partite in campionato. La Champions League però è una competizione completamente diversa e quella di questa sera contro l’Arsenal è la classica prova del nove. I gunners sono un avversario mastodontico nei numeri e nella tecnica. Leader della premier League con 50 punti - a più sette sul Manchester City - e in testa a punteggio pieno nel maxi girone della coppa dei campioni. “Non sono la migliore squadra d’Europa ma una delle migliori” ha detto Akanji, eleggendo a regina d’Europa il Bayern Monaco. Al di là dei paragoni la classifica della league phase è sotto gli occhi di tutti. I nerazzurri sono sesti a quota dodici punti insieme a un nutrito gruppo di squadre. Equilibri fragili, si direbbe, ma le due sconfitte contro Atletico Madrid e Liverpool non concedono alla squadra di Chivu passi falsi. Il destino europeo dell’Inter si gioca tra la partita di oggi a San Siro e la trasferta di Dortmund. L’obiettivo dichiarato di Lautaro Martinez e compagni è il passaggio diretto senza passare dalle forche caudine dei playoff, quando la stagione entrerà ancor di più nel vivo.
Oggi in uno stadio sold out conteranno i dettagli. Uno su tutti l’attenzione maniacale sui piazzati, uno dei pezzi forti della squadra di Arteta. “Difendiamo a zona perché a uomo potremmo andare in difficoltà contro di loro” ha detto Chivu, non sminuendo nemmeno le qualità fisiche della squadra squadra.Sfida tra titani in area. Duelli chiave in mezzo al campo. L’Inter ha abituato tutti a dettare in ogni modo il ritmo delle partite, non riuscendoci al meglio solo nella gara interna contro il Liverpool. L’Arsenal nelle gare di Champions League ha una media del 53% di possesso palla con un dato di qualità di passaggio ancora più sorprendente, pari all’84%. Un solo gol subito in sei partite - contro il Bayern Monaco - la dice lunga anche sulla tenuta difensiva della squadra e su quanto il possesso e la riaggressione sulla palla persa siano la migliore ricetta difensiva dei londinesi.
C’è lo stile di gioco e ci sono gli interpreti. Chivu non ha completamente sciolto le riserve sull’undici titolare, anche se alcuni punti fermi ci sono già. Lautaro Martinez davanti - da capire se ancora in tandem con Pio Esposito oppure se tornerà Thuram - e difesa composta da Bisseck Akanji e Bastoni. Il terzetto che fino ad ora ha dato più garanzie. Il rientro di Calhanoglu è ancora lontano. Regia a Zielisnki, con Barella e Mkhitaryan ai suoi lati. Tutto o niente. Il destino dell’Inter in Europa passa qui. Nel mese più caldo della stagione.











