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Inter, Marotta: "Rinnovo Mkhitaryan? Non è questo il momento. Lukaku? Ci siamo rimasti male"

Inter, Marotta: "Rinnovo Mkhitaryan? Non è questo il momento. Lukaku? Ci siamo rimasti male"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
lunedì 25 settembre 2023, 10:25Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

"Sicuramente dispiace per l'infortunio di Arnautovic, è un ragazzo che si era inserito bene, però credo molto nella duttilità dei nostri giocatori, sono certo che mister Inzaghi troverà il giusto rimedio, sono fiducioso e andremo avanti con questo organico". Così Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1.

Firmerebbe per ripetere il campionato a senso unico del Napoli, a costo di uscire prima Champions?
"La vita è fatta di sogni e di realtà: la realtà è che siamo alla ricerca di ritrovare la vittoria dello scudetto, che significherebbe mettere sulla nostra maglia la seconda stella. Nello stesso tempo le competizioni europee sono da guardare con grande ottimismo, rappresentano un sogno, anche se l'anno scorso era un sogno che si è quasi avverato. Obbligo da parte nostra è partecipare alle competizioni e dare il meglio di sé per raggiungere il massimo degli obiettivi".

"In passato il calcio italiano è stato sempre etichettato come catenaccio, a livello di nazionale e di club. In realtà c'è stata una grande emancipazione da parte dei nostri tecnici, i più bravi in circolazione. La dimostrazione è Ancelotti, che ha vinto in tante leghe europee. Il calcio moderno è fatto di cambi continui dal punto di vista tattico, assistiamo a più gol di prima, oggi sono pochissimi gli 0-0, anche per uno spettacolo che deve essere più accattivante. Il calcio senza pubblico è pari a zero, senza gol è quasi pari a zero".

Impatto ruvido con la Champions.
"Bisogna dar atto che la Real Sociedad non è una squadra cuscinetto, soprattutto in casa: è una squadra aggressiva e tecnica che ci ha dato fastidio. In più mister Inzaghi ha attuato un po' di turnover, sono entrati dei giocatori che non avevano mai giocato insieme e abbiamo pagato lo scotto. Però va sottolineata la reazione del secondo tempo, abbiamo riagguantato il risultato, ed è un aspetto che devo esaltare nella nostra trasferta spagnola".

Qual è il livello degli arbitri di oggi?
"L'attuale classe arbitrale italiana è di tutto rispetto. Si è ringiovanita, negli anni passati la carriera dell'arbitro era un po' più lunga, ora c'è il limite d'età ed è normale che ci sia un'accentuazione del ringiovanimento. Vedo buoni arbitri e la classe è rispettata a livello internazionale. Il calcio sta diventando più scientifico e tecnico nelle sue forme e anche nell'arbitraggio, prima con la goal-line technology poi col Var, ora abbiamo degli strumenti che riducono la partecipazione soggettiva dell'arbitro in campo. Quindi è normale che ci siano delle critiche più aspre nel momento in cui devono essere prese le decisioni".

Mercato drogato dall'Arabia Saudita, quali contromisure?
"L'effetto di questo nuovo scenario dobbiamo valutarlo bene. Per ora abbiamo perso in competitività e qualità del nostro prodotto: gli arabi hanno preso giocatori importanti, non in prepensionamento. Il rischio grosso è che il nostro calcio si possa impoverire, e di conseguenza anche il potere economico per quanto riguarda la sostenibilità e la vendita dei diritti televisivi. Abbiamo avuto apparentemente un beneficio finanziario, perché vendendo abbiamo preso soldi che poi abbiamo reinvestito, ma bisogna contrastare il mercato arabo con dei limiti ai trasferimenti e con forme che possano tutelare il nostro patrimonio tecnico".

"Il calcio arabo rappresenta un calcio di grande ricchezza, che porta investimenti nelle strutture, nei diritti sportivi, nei manager, porta una mentalità vincente. La competitività non ci deve far paura, ma è chiaro che sia un grande divario nel potere di spesa. Dobbiamo trovare rimedi, crescendo nelle competenze dal punto di vista dirigenziale e imprenditoriale: se loro mettono i soldi noi dobbiamo mettere le competenze".

Qual è la rivale che teme di più?
"Le statistiche degli ultimi 20-30 anni ci dicono che lo scudetto sia ad appannaggio quasi sempre delle stesse squadre. Quindi annovero il Milan, la Juve, il Napoli, l'Atalanta, la Roma, la Lazio. Devo dire che ho notato grandi miglioramenti della Fiorentina, che sta crescendo di anno in anno".

Che cosa vi ha spinto a prolungare il contratto di Inzaghi?
"Dopo l'esaltazione massima di Istanbul, quello che sto notando è la consapevolezza della squadra nei propri mezzi, la certezza di essere protagonisti, forti e di trovare continuità nei risultati. Inzaghi è stato molto bravo, l'Inter è la sua squadra, appartiene a lui e alla sua filosofia, lui è il vero leader e i giocatori stanno seguendo le sue indicazioni".

Lukaku vi ha deluso con il suo atteggiamento?
"Ci siamo rimasti male, avevamo instaurato un rapporto molto caloroso, pieno di affetto con lui. Siamo stati abili a trovare alternative, di conseguenza Lukaku fa parte del passato, di un mondo calcistico assolutamente strano dal punto di vista dei rapporti. Adeguiamoci a quello che è successo. L'Inter esiste da 100 anni, bisogna andare avanti con altri soggetti protagonisti".

Il rinnovo di Dimarco arriverà?
"Sono molto contento per Federico, è uno dei pochi casi di grande senso di appartenenza verso il club. Siamo molto orgogliosi. Poi dal punto di vista del suo valore, è in continua crescita, credo possa ancora migliorare, è ancora molto giovane. Mi ha sorpreso molto la sua crescita, non ci immaginavamo potesse arrivare a questi livelli. Ora è uno dei migliori esterni, e non solo in Italia. Il merito va dato a lui e alla sua applicazione, va annoverato come uno dei giocatori più interessanti in campo europeo. Ci vedremo con il nostro direttore Ausilio. Vorrei che si parlasse di prolungamento e non di rinnovo, significa che le due parti trovano la condivisione in tanti valori".

Altri rinnovi Mkhitaryan, Darmian e Sanchez?
"Stiamo valutando tutte le soluzioni, non è questo il momento di strategia per approfondire queste tematiche. Lo faremo al tempo giusto, partendo da un concetto: se un giocatore dimostra di voler rimanere, dall'altra la società fa delle valutazione molto più facili".

Cosa pensa del nuovo corso Spalletti in Nazionale?
"Sono molto contento che Luciano Spalletti sia il responsabile tecnico della nostra Nazionale. In lui vedo tanti valori positivi: l'entusiasmo, la determinazione, la competenza dal punto di vista tattico , la valorizzazione dei giovani. Ci sono tanti ingredienti che fanno sì che la scelta di Gravina sia stata lungimirante ed intelligente. Poi noi club dobbiamo essere bravi a mettere a disposizione giocatori di livello per la nostra Nazionale. Ci deve essere la massima competenza: non la si inventa, la si crea attraverso aggiornamenti e formazioni e la Federazione deve essere il punto di riferimento".

Avrebbe Convinto Mancini a rimanere?
"Quando ci sono delle scelte così decise, è giusto rispettarle, avrà avuto le sue ragioni. Ma non commettiamo l'errore di considerare Spalletti un ripiego, è un allenatore molto importante".

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