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Bene la Juve, ma l’Atalanta ha ancora tantissimo da fare per diventare sarriana. Se mai lo sarà

TMW
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 20 settembre 2026, 20:21Serie A
20.09.2026 20:21Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

La Juventus doveva vincere per evitarsi una sosta di processi, e ha vinto. Ha pure convinto e questo comporta anche delle considerazioni in merito all’Atalanta che, per certi versi, ha semplicemente trovato una squadra in grado di giocare meglio, per una sera e probabilmente anche nel resto della stagione. Però la formazione di Maurizio Sarri ha lasciato, allo Stadium di Torino, vibes non proprio entusiasmanti.

La rivoluzione ha attecchito?

Il dato di partenza, al di là del ko con i bianconeri, è legato al contesto: la Dea arriva alla sosta con tre sconfitte consecutive. Non proprio un bottino entusiasmante, e questo è lapalissiano. Risultati a parte, la formazione nerazzurra è apparsa molto scarica, in entrambe le fasi, in quel di Torino. Poi una zuccata - tolta dalla porta da Kolo Muani - poteva cambiare i giudizi, ma l’altro dato di fatto è che in estate, dopo aver provato a dimenticare l’era Gasperini affidandosi a due suoi discepoli (Juric e Palladino), la società ha scelto una strada completamente diversa.

Sarri, sotto diversi punti di vista, è agli antipodi di Gasp. In estate, di conseguenza, Cristiano Giuntoli ha lavorato - bene, a giudizio di tutti gli osservatori - per costruirgli una squadra che dimenticasse anni di difesa a tre, gioco uomo su uomo, meccanismi collaudati, per andare incontro al suo nuovo allenatore. Se non si può per ora parlare di crisi di rigetto, sul campo per ora il risultato non si vede. Venti giorni di sosta, al netto del fatto che mancheranno molti nazionali, potrebbero aiutare Sarri a far diventare sarriana la sua creatura. Ammesso che lo diventerà mai.

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