Khephren Thuram e il razzismo nel calcio: "Vedendo Vinicius mi sono sentito attaccato anche io"
Il presunto insulto detto da Giovanni Prestianni all'indirizzo di Vinicius durante la gara di andata del playoff di Champions League tra il Benfica e il Real Madrid ha acceso nuovamente i riflettori sul tema del razzismo all'interno del calcio. Un tema su cui si è sempre battuta anche la famiglia di Thuram, da papà Lilian fino ai figli Marcus e Khephren.
E in un'intervista concessa dal centrocampista bianconero ai microfoni di Channel+, si è palato proprio di questo: "È dura per un giovane ragazzo di colore" ha ammesso Khephren Thuram, che ha poi aggiunto: "Nel 2026, si può ancora essere attaccati per il colore della pelle. Vinicius è stato attaccato; è stato come se fossi stato attaccato io stesso. Sarebbe potuto succedere a me... E tutto perché sono nero? Non ho la risposta per fermarlo, non ho la risposta per fermarlo negli stadi".
Il calciatore ha poi espresso quale potrebbe essere una possibile soluzione in caso si verificassero episodi di questa gravità: "Uscire dal campo potrebbe essere una soluzione, ma io voglio giocare a calcio. È il mio lavoro e amo quello che faccio. Ci dovrebbero essere sanzioni più severe per chi si comporta in questo modo. Perché dovrei essere io ad abbandonare il campo? Dovrebbe essere lui (quello che insulta, ndr) a lasciare lo stadio. Dobbiamo mettere fine a queste sciocchezze. Facciamo sul serio".











