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La Fiorentina e uno shock chiamato Vlahovic: ora il club tolga le pressioni a Italiano

La Fiorentina e uno shock chiamato Vlahovic: ora il club tolga le pressioni a ItalianoTUTTOmercatoWEB.com
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sabato 29 gennaio 2022, 08:00Serie A
di Pietro Lazzerini

La Fiorentina da ieri ha ufficialmente salutato Dusan Vlahovic e questa mattina darà il benvenuto al suo sostituto Arthur Cabral. Ma questo switch, cosa significa per i viola? Si è parlato tanto di come cambierà la Juventus con il serbo, ma pochi hanno ricordato che molto cambierà anche nella squadra di Italiano. Fino all'ultimo weekend di campionato, quello che ha visto la Fiorentina pareggiare con il Cagliari, i dirigenti gigliati parlavano apertamente di corsa all'Europa. Questo si poteva fare con un attaccante in rosa da 17 gol dopo un girone d'andata, ora con Piatek e Cabral come sostituti, è difficile continuarne a parlare. Non vuol dire che la Fiorentina da un giorno all'altro smetterà di crederci, ma che tutto diventa molto più complicato sì.

Per fortuna della Fiorentina, la squadra grazie a Italiano ha sempre giocato in modo corale. Con un'identità ben precisa. Chiaramente però, avere un terminale da top club e avere due attaccanti buoni, è tutto un altro giocare. Il tecnico viola non avrà preso bene questo addio, banale pensarlo anche in caso di tempestiva informazione. Italiano auspicava la fine del mercato proprio per evitare di vedersi sfilare da sotto il naso il giocatore più forte che abbia mai allenato. Ma gli 80 milioni comprensivi di bonus che la Juve ha sborsato nelle casse di Commisso, hanno infranto le sue speranze.

Ora lo stesso Italiano chiederà alla società di non parlare più d'Europa. Di lasciare il progetto tecnico di crescere con calma, senza pressioni che non sono più in linea con la forza della rosa. Che è buona, per carità, ma decisamente meno competitiva rispetto a pochissimi giorni fa. La Fiorentina dovrà essere chiara col proprio popolo come lo è stato Commisso quando a ottobre ha deciso di uscire allo scoperto sulla situazione contrattuale di Vlahovic. Bisogna che dica chiaramente a tutti che questa torna ad essere un anno di crescita e transizione e che le ambizioni europee verranno rimandate alla prossima stagione. Ovvero dopo che i dirigenti avranno reinvestito il grande assegno della famiglia Agnelli.

In parole povere, adesso bisogna lasciare in pace Italiano. La stampa locale, i tifosi e chiunque parli della Fiorentina da ora in avanti, deve farlo sapendo che parlerà di una squadra che ha subito uno shock. Un qualcosa che per uno spogliatoio è difficile da digerire in estate, figuriamoci a gennaio. Ripeto: non significa smettere di sognare l'Europa. Lo sport è sogno, ambizione, lotta contro se stessi e gli altri fino all'ultimo respiro. Ma questo non deve essere mischiato con gli obiettivi del club. La società parli di crescita, poi tutto ciò che arriverà di più di questo, sarà tanto di guadagnato. La Fiorentina resterà la bella che rincorre le sorelle in fuga. Si lavori per tornare a braccetto con le altre, ma senza pressioni. Perché perdere il capocannoniere del campionato nel bel mezzo di una bellissima rincorsa, è come perdere la scarpetta di cristallo mentre si scende le scale. La Viola torna Cenerentola ma Italiano può essere il principe azzurro che riporta indietro quella scarpetta per farla tornare a splendere ancora.

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