La Russa: "Ho festeggiato in hotel con l'Inter fino alle 2.30 di notte. Dimarco come la Schlein"
"Festa un po' scontata, gli avversari erano modesti”. Ignazio La Russa, presidente del Senato ma soprattutto tifoso dell’Inter, ha raccontato a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio 2, come ha vissuto la notte dopo la conquista dello scudetto: “Non abbiamo dovuto faticare molto nell'ultimo periodo. Dopo la vittoria con la Roma era in discesa. Ci hanno tolto il gusto di toglierci avversari forti, ma è stata una bella festa. Il campionato è stato divertentissimo per noi, partivamo da una sconfitta clamorosa, fino a pochi giorni prima si sperava nel Triplete.
Le prime partite non erano andate bene, vincere è stato un cammino importantissimo - le sue parole, riportate da FcInter1908 -. Ieri ci bastava un punto, ci ha tolto il pathos, ma il campionato è stato emozionante. A San Siro avevamo vinto il ventesimo ma in casa del Milan, due terzi dello stadio era rossonero. Devo dire che è stata una soddisfazione ancora migliore.
Dopo la partita sono andato a casa a sentire i commenti, poi sono andato allo Sheraton e ho festeggiato con la dirigenza e poi sono andato a riposare. Ho festeggiato fino alle 2.30. I cori li hanno fatti i giocatori, abbiamo mangiato del patanegra. Io ho brindato con la birra. Personaggio simbolo? Il presidente Marotta, senza di lui il passaggio tra Inzaghi e Chivu non ci sarebbe stato. Gli scudetti li vincono i giocatori, ma senza una società che li metta nelle condizioni di vincere non c'è successo. Marotta, la squadra, l'allenatore bravissimo e Dimarco, Barella e Lautaro.
Capitano, vice e Dimarco che è il più interista di tutti. Sinistro? Arriva da sinistra e converge a destra, come la Schlein. Stavo scherzando eh. Chi non salta rossonero è? Non lo canto, ma saltello. Sono un interista isolato, tranne i miei figli, i miei fratelli sono tutti milanisti, così come i loro figli. Siamo circondati. Sfottò? Non mando mai messaggi, mi prendo le gioie da solo”.











