Lazio-Fiorentina 2-2, le pagelle: Cataldi d'autore, quanto pesa il rientro di Gosens
Risultato di 2-2 tra Lazio e Fiorentina nella partita valevole per la 19^ giornata della Serie A 2025/26. Succede tutto nel secondo tempo: l'ex Cataldi stappa il match, ripreso subito da Gosens. Finale di rigore: Gudmundsson sorpassa dal dischetto per i viola, pareggia a tempo quasi scaduto Pedro sempre dagli undici metri.
LE PAGELLE DELLA LAZIO (di Marco Pieracci)
Provedel 6 - Nel primo tempo combatte la noia con qualche uscita in relax. La ripresa è meno tranquilla: non arriva sul diagonale vincente di Gosens, intuisce soltanto il penalty.
Lazzari 5,5 - Parte contratto, nel timore di concedere campo alle iniziative di Gudmundsson. Fin troppo rispettoso con l’islandese, cresce leggermente nella ripresa prima di andare ko.
Dall’80’ Hysaj sv
Gila 6 - La marcatura di Piccoli non gli toglie il sonno, con l’ingresso di Kean non cambia granché. Difensore d’assalto sui piazzati, sfiora due volte il gol. Imprudente nell’episodio più discusso.
Romagnoli 6 - Pericoloso sugli sviluppi di palla inattiva, non la impatta al meglio: così De Gea gli nega la gioia della rete. Smista il traffico aereo con la solita padronanza dell’area.
Pellegrini 6 - Piede mancino affilato sui calci da fermo, direttamente dalla bandierina fa spiovere dei palloni velenosi che mandano nel panico la retroguardia viola. Tiene su Parisi.
Guendouzi 6 - Per l’ultima volta all’Olimpico, prima di imbarcarsi su un volo per la Turchia: l’addio non è di quelli strappalacrime, ma un certo effetto lo fa. Fino alla fine non si risparmia.
Cataldi 7 - Fagioli lo bracca per restringerne il raggio d’azione, senza riuscirci. Elude la pressione macinando chilometri, si inventa il vantaggio. La sblocca con una giocata d’autore.
Basic 6 - Il primo a bussare alla porta viola: conferma di avere una certa propensione all’inserimento senza palla, ma si perde sul più bello. Alza bandiera bianca dopo mezz’ora.
Dal 30’ Vecino 6,5 - Meno dinamico, più portato al dialogo: raffinato il ricamo per Cataldi.
Isaksen 5 - Testa la gamba con un paio di accelerazioni, ma trova sempre tutto intasato davanti: quando invece si spalanca una prateria cincischia troppo. In ritardo nella chiusura su Gosens.
Dal 72’ Pedro 7 - Sangue freddo nelle vene, non trema dagli undici metri: rigore perfetto.
Cancellieri 6 - Centravanti d’emergenza, si adatta nel ruolo quasi inedito: lega il gioco, tanti movimenti associativi come quello per mandare in porta Basic. Ma non è mai realmente pungente.
Zaccagni 6 - Dodo lo marca stretto, andando a prenderlo alto per non farlo partire in velocità. Partita di sacrificio, pochi spunti di qualità: in extremis si procura il passaggio dal dischetto.
Maurizio Sarri 6 - Lazio incerottata: quasi commovente tra infortuni, squalifiche e cessioni non ancora metabolizzate. Come se non bastasse, piove pure sul bagnato: in attesa dei rinforzi promessi dalla società, continua a perdere pezzi. Colmare le carenze di una rosa ridotta all'osso non spetta a lui.
LE PAGELLE DELLA FIORENTINA (di Dimitri Conti)
De Gea 6,5 - Non manca di dare il suo contributo già a partire dal difficoltoso primo tempo. Le sue parate hanno un'incidenza sul risultato finale: avrebbero potuto portare persino a una vittoria.
Dodo 6 - Senza infamia e senza lode, nel complesso, riesce a non rendere Zaccagni un elemento di costante minaccia ai suoi danni. Riesce a spingere fino a un certo punto, ma almeno concede poco dietro.
Comuzzo 4,5 - Novanta minuti più recupero ben fatti ma con due macchie enormi all'interno: un posizionamento difettoso sul primo gol e il fallo ingenuo che spiana la strada al 2-2 della Lazio.
Pongracic 5,5 - Corre un rischio enorme a metà primo tempo, quando trattiene vistosamente Gila in area: arbitro e VAR lo graziano. Ballerino per quasi tutto il primo tempo, migliora un po' nella ripresa.
Gosens 7,5 - Il suo rientro è grande notizia per Vanoli e la Fiorentina, all'Olimpico si ha una riprova. Nel primo tempo evita un gol (e mezzo), nel secondo segna quello del pari. E ancora non è al top.
Dal 69' Ranieri 6 - Chiamato ad entrare a metà secondo tempo come terzino, fornisce un'interpretazione maggiormente difensiva del ruolo. Senza finire nel film della partita.
Mandragora 6 - Prestazione non del tutto sufficiente per quanto proposto in fase di costruzione sul campo, ha però il pregio di aver evitato un gol nel primo tempo che avrebbe potuto complicare i piani.
Fagioli 7 - Da diverse settimane a questa parte è costantemente il migliore della Fiorentina. E all'Olimpico, dopo un primo tempo così così, si conferma in gran forma con la palla al bacio per Gosens.
Ndour 5,5 - Timido nel tentare di dare il proprio apporto alla causa della squadra, rimane in numerose occasioni eccessivamente defilato rispetto al cuore delle azioni. Non porta in alto i giri.
Dal 69' Solomon 6 - Fischiato dai tifosi della Lazio quasi a ogni tocco di palla, non si deconcentra. Non trova grandi guizzi, ma è lui a innescare l'azione del rigore di Gudmundsson.
Parisi 6 - Adattato ormai in pianta stabile nel ruolo di esterno alto a destra, non è del tutto nelle sue caratteristiche ma si applica senza brontolare. E nel complesso dà un apporto sufficiente.
Dal 92' Mari sv.
Piccoli 5,5 - Seconda di fila da titolare, se con la Cremonese si era mosso bene senza riuscire però a colpire nel modo giusto, all'Olimpico è semplicemente meno incisivo. Fuori dopo un'ora modesta.
Dal 60' Kean 5,5 - Dai 5 minuti più recupero contro la Cremonese alla mezz'ora abbondante di Roma. Se domenica aveva regalato un gol da tre punti, stavolta non sarà pericoloso.
Gudmundsson 6,5 - Partita dai due volti per l'islandese. Assente per fasi troppo prolungate del match, aveva comunque messo lo zampino conquistando di furbizia un rigore contestato e segnandolo. Non servirà.
Dal 92' Nicolussi Caviglia sv.
Paolo Vanoli 6 - I tre punti con la Cremonese hanno tolto la Fiorentina dall'ultimo posto in solitaria e restituito alla sua posizione maggior stabilità. A Roma ci vogliono però riprove immediate e l'approccio viola al match è negativo: il primo tempo finisce 0-0 quasi per caso, con lo svantaggio di inizio ripresa i più avrebbero preventivato un crollo ma invece la risposta dei suoi ragazzi arriva subito, come la nuova parità. Assapora il colpaccio ma si vede beffato: per quanto proposto dalla sua Fiorentina, una vittoria sarebbe stata probabilmente troppo.











