Lazio, Lotito al pm: "Non vendo neanche agli emiri, do fastidio perché sono libero"
Emergono ulteriori dichiarazioni del presidente della Lazio, Claudio Lotito, fatte al pm Lorenzo Del Giudice nell'ambito dell'inchiesta su presunte pressioni a suo carico per convincerlo a cedere il club biancoceleste. Come riporta La Repubblica, il 30 giugno 2026 Lotito avrebbe detto al pm: "C’è un pezzo di politica (…) ma c’è gente che c’ha interessi economici e c’è qualcuno che vuole costringermi a vendere a un prezzo vile. Ancora non si è palesato l’individuo interessato. Lo mantengono nascosto. La Lazio è inscalabile. Chiamassero l’emiro, ma io poi dirò non mi interessa, non la vendo".
Le parole di Lotito al pm
Fra le sue parole, emerge una riflessione legata alla politica: "A Roma essere presidente di un club di calcio, lo dico da senatore, ha una valenza importante perché ha un’interlocuzione con le istituzioni, a tutti i livelli", ha aggiunto Lotito. Che poi ha confidato che Berlusconi gli avrebbe detto "tu mi devi andare a dare una mano perché sei una persona diversa". Poi l’elezione: "Catapultato in Molise, quindi non sapevo neanche che esistesse il Molise, vi dico la verità. Do fastidio perché sono una persona un po’ libera", ha detto ancora al pm.






