Sampdoria, sfida a cinque per il dopo Corradi: pregi e difetti dei candidati alla panchina
TMWLa Sampdoria è alla ricerca del nuovo allenatore dopo l’esonero di Bernardo Corradi. Il club blucerchiato dovrebbe annunciare il successore a breve e la corsa si è ristretta a cinque nomi: Michele Mignani, Luca D’Angelo, Fabio Caserta, Fabrizio Castori e Giuseppe Iachini.
Cosa serve alla Sampdoria
La squadra occupa l’ultimo posto in Serie B con 4 punti in 7 giornate ed è stata costruita per giocare con il 4-3-3. Il nuovo tecnico dovrà quindi essere in grado di adattarsi a una rosa già definita e di ripartire in corsa, con un contratto che, stando alle indiscrezioni, arriverà fino a giugno.
Ecco pro e contro di ciascuno dei candidati.
Michele Mignani, l’uomo di casa
Pro
- Conosce l’ambiente perché è nato a Genova. Ma anche perché, seppur da giovanissimo, ha preso parte alla stagione dello Scudetto.
- È un tecnico affidabile: tranne a Palermo ha sempre portato avanti esperienze durature, con una permanenza media sulla panchina di un club di oltre un anno e mezzo.
- È fermo da pochi mesi, dopo le 74 gare sulla panchina del Cesena chiuse a marzo 2026.
Contro
- Il modulo più utilizzato in carriera è il 3-5-2, mentre la Sampdoria è stata costruita per il 4-3-3.
In sintesi: il profilo più rassicurante per ambiente e continuità, con il nodo del modulo da sciogliere.
Luca D’Angelo, il costruttore di gruppi
Pro
- Dopo la gavetta in Serie C si è ritagliato la sua dimensione in Serie B, sfiorando in due occasioni la promozione nella massima serie attraverso i playoff.
- Instaura un feeling molto forte sia con lo spogliatoio sia con la tifoseria: a Pisa e Spezia il rapporto con la città è stato un aspetto fondamentale della sua gestione.
- Costruisce una “colonna vertebrale” sulla quale plasma il resto del collettivo e sa valorizzare i giovani: Diego Mascardi, Alessandro Romano e Christian Comotto sono gli ultimi in ordine cronologico.
Contro
- Anche per lui il modulo più utilizzato in carriera è il 3-5-2.
- Con quasi 90 panchine da allenatore dello Spezia, l'etichetta di 'rivale' potrebbe creare qualche problematica d'ambientamento in una situazione già particolarmente calda.
In sintesi: un tecnico che lavora bene su gruppo e giovani, a patto di adattare il suo abito tattico.
Fabio Caserta, il più vicino al 4-3-3
Pro
- È nato tatticamente con il 4-3-3 e nelle sue esperienze ha dimostrato di sapersi adattare anche ad altri “abiti”, come il 3-5-2.
- Ha già lavorato in piazze calde, simili a quella blucerchiata: da Perugia a Catanzaro, passando per Benevento, Cosenza e Bari.
- È bravo nella valorizzazione degli attaccanti.
Contro
- Le sue due ultime esperienze, a Bari ed Empoli, non sono andate secondo le attese. La voglia di riscattarsi non mancherà, ma può essere considerato un azzardo visto il recente passato.
In sintesi: il più vicino al 4-3-3 di partenza, ma con un recente passato da far dimenticare.
Fabrizio Castori, l’esperto della “concretezza”
Pro
- Ha esperienza in qualsiasi categoria, dai dilettanti alla Serie A, vissuta con la favola Carpi.
- Ha un’identità tattica ben precisa: le sue squadre badano al sodo, con un 3-5-2 ben strutturato e la capacità di massimizzare i gol realizzati.
- La Sampdoria rappresenterebbe probabilmente la più grande sfida della carriera, sia per il blasone del club sia per la responsabilità di salvarlo dallo spettro della Serie C.
Contro
- È sempre stato abituato al calcio di provincia. A Salerno, Ascoli e Perugia, altre realtà calde del nostro calcio, ha fatto bene, ma Genova è un altro mondo: il club vanta nella bacheca uno scudetto, una Coppa delle Coppe, quattro edizioni della Coppa Italia e una Supercoppa italiana.
- La rigidità tattica può essere un vantaggio o uno svantaggio, soprattutto entrando a stagione in corso alla guida di una squadra che finora ha sempre giocato con il 4-3-3.
In sintesi: l’esperienza non manca, il rischio è il salto di blasone e una rigidità che può pesare.
Giuseppe Iachini, il ritorno del playoff
Pro
- Conosce la piazza come pochi altri allenatori in attività: con lui la Sampdoria ha centrato anche una promozione in Serie A tramite playoff.
- Quella in blucerchiato è solo una delle quattro promozioni in massima serie ottenute in carriera, insieme a quelle con Chievo Verona, Brescia e Palermo.
- Fedelissimo del 3-5-2, ha un’identità tattica precisa.
Contro
- È fermo da oltre due anni: l’ultima esperienza è stata al Bari, da febbraio ad aprile 2024. Arriva inoltre da una fase di carriera in tono minore: l’ultima avventura durata oltre un anno è quella di Palermo fra il 2013 e il 2015, mentre alla Fiorentina, in Serie A, è rimasto in carica per 322 giorni tra dicembre 2019 e novembre 2020.
- Appartiene alla precedente generazione di allenatori, più pratico che dedito al gioco palla al piede, un dettaglio non di poco conto anche in Serie B.
In sintesi: conosce la piazza e sa vincere i playoff, ma il lungo stop e uno stile più pratico pesano nel confronto.






