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Meluso: "Dopo quel TikTok ho dovuto calmare Osimhen. Ma non era razzismo"

Meluso: "Dopo quel TikTok ho dovuto calmare Osimhen. Ma non era razzismo"TUTTO mercato WEB
© foto di FEDERICO SERRA
Dimitri Conti
Oggi alle 18:39Serie A
Dimitri Conti

Il dirigente Mauro Meluso, ex Napoli tra le altre, è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale e tra le altre cose ha raccontato anche del suo rapporto con Victor Osimhen, ex centravanti azzurro che proprio in questi giorni è tornato sulla sua esperienza in Campania, utilizzando parole dure nei confronti della società a proposito della sua gestione social, con riferimento in particolare a un meme che sembrava poter avere un retrogusto razzista.

Racconta Meluso: "Molte chiamate per Kvara e Osimhen le ha ricevute De Laurentiis. Victor era ed è tutt'ora un iradiddio. Ho sentito la sua intervista in inglese, diceva di essere stato trattato come un cane. Ma c'è una distinzione linguistica da fare, perché intendeva dire che il Napoli lo volesse cedere ad altri club. In italiano invece usiamo questa terminologia per qualcosa di più offensivo e pesante. Per quanto riguarda il caso del video di TikTok, ricordo che io e Nicola Lombardo (responsabile della comunicazione del Napoli, ndr) abbiamo calmato Osimhen, era inviperito il giorno dopo l'uscita di quel video. Siamo stati accusati di razzismo ma non c'era nulla, si voleva solo fare un po' di ironia. Lui l'ha presa molto male, ma guai a chi si fosse permesso di usare un linguaggio razziale: il Napoli ripugna ogni forma di razzismo. E anche la gente della città".

Prosegue il dirigente: "Victor aveva rinnovato il contratto pochi giorni prima di Natale, fino a dicembre il club non sapeva ancora cosa fare. Quel video di TikTok lo ha colpito molto perché c'è stato l'intervento di qualche rappresentante del governo nigeriano che ha fatto delle dichiarazioni anche pesanti. Ebbe un impatto mediatico, per me inesistente perché nessuno voleva offenderlo, qualcuno l'ha strumentalizzato. Ma non certo il suo procuratore Calenda, che è sempre stato molto corretto".

Riassumendo in generale la sua stagione trascorsa a Napoli da direttore sportivo, racconta Meluso: "Sono arrivato in un momento particolare, il Napoli aveva appena vinto lo Scudetto. Non era possibile lavorare in una certa maniera, avrei voluto agire in maniera differente. Ho molto rammarico per l'esperienza al Napoli, è stata un'annata molto difficile, anche se sono stato da Dio. Il pubblico napoletano aveva anche un debito di riconoscenza nei confronti della squadra".

Quindi Meluso prosegue ad aprire il cassetto dei ricordi, raccontando quale sia stato il rammarico più forte della stagione da DS del Napoli: "Quello che mi ha più amareggiato è stato perdere Zielinski, quando ha deciso di non negoziare più. Era legato al Napoli da tanti anni e quando un calciatore è lì in scadenza non ha la carica giusta, cosa che si ripercuote sul campionato stesso. Era un patrimonio per il Napoli, guardate cosa sta facendo all'Inter".

E poi un ultimo aneddoto riguarda la trattativa per portare Sesko a Napoli: "Oltre a Sesko ci sono state anche altre cose. Al Napoli però c'era un altro metodo di lavoro differente. Ho un grande rammarico, avrei potuto fare qualcosa di più e incidere diversamente. Era un'occasione importante. Era una grande opportunità per me. Mi dispiace che quel Napoli ha perso un po' di patrimonio. Non qualificarsi in Champions è stato un danno per il club".

Le ultime battute, Meluso le dedica al presente del Napoli: "A me piacciono molto le operazioni di Alisson e Giovane, il Napoli sta lavorando in prospettiva. E questo deve far ben sperare".

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