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Parma, Keita: "All'esordio feci una cosa da stupido. Cuesta? Parliamo anche di vita"

Parma, Keita: "All'esordio feci una cosa da stupido. Cuesta? Parliamo anche di vita"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 11:36Serie A
Pierpaolo Matrone

Dalla difficoltà alla consapevolezza, passando per una crescita personale e calcistica evidente. Mandela Keita, centrocampista del Parma, si è raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo i momenti chiave della sua esperienza in Italia. Il punto di partenza non è stato dei più semplici, con un'espulsione all'esordio per doppio giallo, come lui stesso ammette: “Ho fatto una cosa da stupido, probabilmente per la pressione e per la voglia di mettermi in mostra. Subito dopo mi sono detto: ‘Io non sono stupido, sono intelligente: devo gestire questo momento’. E così è stato”. Un episodio che, col senno di poi, si è trasformato in una tappa fondamentale nel suo percorso.

Keita si è poi soffermato sul legame con la città e con l’ambiente gialloblù: “Amo la tranquillità e la gentilezza della gente. E il cibo, naturalmente. Il club è una famiglia: siamo giovani e molto uniti”. Dopo due anni nel calcio italiano, il bilancio è positivo: “Sono maturato tanto, dentro e fuori dal campo. È un calcio tattico che mi piace”.

Parole di stima anche per Carlos Cuesta: “È intelligente, mi ha colpito subito, abbiamo parlato prima di tutto di vita”. E un pensiero speciale per Cristian Chivu: “Mi ha insegnato a credere in me, gli devo molto”.

Infine, una riflessione sul calcio: “Non mi piace quando si critica chi sbaglia. In quei momenti serve supporto”. E su ciò che lo rende felice: “Il dribbling, è lì che mi sento libero, come quando giocavo da bambino”.

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