Quando Commisso disse: "Amareggiato di non poter essere a Firenze". E la fiducia in Vanoli
Una lunga intervista. E' quella rilasciata dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso a La Nazione lo scorso 11 dicembre. Una sorta di commiato da chi non ha mai voluto mollare un attimo. Il numero uno viola aveva sottolineato, con grande tenacia, come avrebbe voluto essere insieme ai suoi ragazzi in un momento difficile come quello che stava attraversando la squadra di Vanoli:
"Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano lì ogni giorno - aveva dichiarato - ma sono sempre aggiornato. Sono amareggiato di non poter essere a Firenze per combattere come sono abituato a fare nelle situazioni di difficoltà ma al momento non riuscirei a fare un volo così lungo".
E proprio sull'allenatore aveva poi commentato sottolineando come avesse fiducia nel suo lavoro: "Ha la mia massima fiducia - aveva concluso - ed è sicuramente l’ultimo responsabile di questa situazione. Paolo ha rinunciato al contratto che aveva con il Torino per Veire a Firenze, accettandone uno solo fino a giugno. Si è messo in gioco per la Fiorentina e sta lavorando giorno e notte per tirarci fuori da questa situazione: ha tutto il mio supporto e dovremmo essere tutti dalla sua parte".











