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Resp. settore giovanile Genoa: "All'estero 2008 in Champions, in Italia 2004 in Primavera"

Resp. settore giovanile Genoa: "All'estero 2008 in Champions, in Italia 2004 in Primavera"TUTTO mercato WEB
Andrea Piras
Oggi alle 11:00Serie A
Andrea Piras

Il Responsabile del Settore Giovanile del Genoa Roberto Trapani ha commentato nel corso della chiacchierata con media dal centro sportivo "Signorini" di Pegli del problema dei nostri giovani partendo dalle difficoltà delle squadre italiane nei club e della Nazionale:

"Al di là della partita dell'Inter che penso sia atipica perché è chiaro che i valori siano diversi oggettivamente poi nel calcio due partite cambiano una stagione. Con le Nazionali giovanili, come prestazioni, non c'è tanto divario. Chi segue la Nazionale italiana sa che siamo sempre in competizione alla pari, poi si può vincere una partita o perderne o nei tornei non sempre si arriva in fondo. Il gap si ha nel percorso fra Primavera e prima squadra. Quel percorso lì dobbiamo essere bravi nel movimento ad essere più coraggiosi. Non tanto come Genoa che questo coraggio lo abbiamo, abbiamo un mister che a Roma lo ha avuto e lo avrà sicuramente anche qui per valorizzare i giovani il prima possibile. Il processo di un ragazzo che matura a 24 anni è diverso di un ragazzo che matura a 18. Perché in quei sei anni lì l'esperienza formativa è diversa e quando devi essere in Nazionale maggiore hai già un bagaglio tecnico-formativo importante".

I tanti stranieri che si vedono in Primavera?
"Io credo che la differenza fra italiani e stranieri è l'anagrafica. Noi per esempio oggi siamo la quinta squadra in Primavera per età più giovane. Ci sono squadre che giocano con due fuori quota 2005, dieci 2006. Se avessimo schierato anche noi i 2006 che invece sono andati a giocare in prestito non saremmo primi in classifica a +10 dalla seconda ma avremmo avuto una rosa estremamente importante. Io non ho condiviso la scelta di alzare la Primavera e fare l'Under 20 quando all'estero giocano gli Under 16 o Under 17 nella Primavera. All'estero i 2008 esordiscono in Champions League, in Italia facciamo giocare i 2004 e 2005 in Primavera. Nell'immediato ti alza il livello della gara, nel lungo termine ti abbassa il livello formativo. Stesso discorso per le retrocessioni nel campionato Primavera. E' normale che tante squadre decidano di far giocare i fuori quota. E' un cane che si morde la coda, questo rende il campionato forse più prestativo ma meno formativo. Mentre all'estero si abbassa il livello di età anagrafica sui giovani in prima squadra, in Italia si alza l'età dei Primavera. Questo è il vero tema. Io detto fin da subito che non ci dovrebbero essere le retrocessioni in Primavera e che l'età della Primavera andrebbe abbassata per renderlo un contesto formativo".

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