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Salernitana, Liverani: "Basta poco per infiammare la piazza, voglio squadra d'attacco"

Salernitana, Liverani: "Basta poco per infiammare la piazza, voglio squadra d'attacco"TUTTO mercato WEB
© foto di Paola Pascalis
lunedì 12 febbraio 2024, 13:08Serie A
di Luca Esposito

Inizierà a breve la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Salernitana Fabio Liverani. Al suo fianco ci sono il direttore generale Walter Sabatini e l'amministratore delegato Maurizio Milan. Potrete seguire qui la diretta testuale, per restare aggiornati basterà premere il tasto f5.

Ore 12:30 - Introduce la conferenza l'A.D.: "Sabatini è il grande regista che ci ha guidato in questo ulteriore passaggio. Da parte mia va un ringraziamento a mister Inzaghi, abbiamo avuto modo di conoscerlo nelle settimane precedenti. Grandi qualità umane, ma il presidente e il direttore volevano dare un nuovo slancio a questo club. C'è ancora spazio e modalità per fare una impresa sportiva che tutti meritiamo. Venerdì scorso abbiamo visto una Salernitana claudicante, soprattutto nel primo tempo. Liverani può essere l'uomo giusto. E' una persona di spessore, imparerete a conoscerlo. Quello che mi preme ribadire è che siamo convinti di potercela fare. Il colpo d'anca lo abbiamo fortemente voluto, abbiamo chiesto al direttore di individuare la persona giusta. Saremo al suo fianco, ci crediamo fermamente".

Tocca poi a Sabatini: "Voglio fare operazioni verità. Devo chiedere scusa a Inzaghi perchè avrei dovuto e potuto portare a inizio gennaio alcuni calciatori. Non ho aiutato un allenatore in difficoltà, mi scuso profondamente dal punto di vista umano e professionale. Gli auguro tutte le fortune del mondo. E' doveroso dire queste cose. Ribadisco: chiedo scusa al nostro ex allenatore, gli auguro una grande carriera. Perchè Liverani? Perchè lo conosco. E' un uomo che è cresciuto, anche faticosamente, in una dimensione che conosco bene come Roma. E' cresciuto da solo con la madre, la sua palestra di vita è stata la strada. Vi garantisco che si impara molto di più per strada che a Coverciano. Era il numero 10 della Viterbese, un giorno sono andato a giocare con l'Arezzo e questo disgraziato mi ha fatto due gol. Nel giro di poco tempo, attraverso una intuizione eccezionale di Serse Cosmi a Perugia, ha trovato il suo ruolo ideale. Alenichev diceva sempre che era l'unico che sapeva dare la palla nei modi e nei tempi giusti. Serse, da persona intelligente, ha ascoltato e lo ha inventato regista. Dalla C alla A con un ruolo di quella responsabilità, mica è facile? In 10 giorni era il capo. Il carisma conta quanto la conoscenza. Lui abbina le due doti. Io voglio che l'allenatore già stasera mi dica che ha capito come salvare la squadra. Ce la faremo, ci salveremo, anche se la batosta di venerdì sembra averci dato una mazzata definitiva. Io non abdico. Salvezza? Ora 3,5%"

Parla Liverani: "Ero a Parigi quando è arrivata la chiamata del direttore. E' una rosa diversa rispetto a quella di luglio. Dobbiamo ragionare gara dopo gara, senza fare tabelle. La squadra ha valori individuali medio-alti, ma che ad oggi come collettivo ha espresso poco. Dobbiamo diventare gruppo in poco tempo. Se oggi ho accettato, a prescindere dalla storia emozionante che ha raccontato il direttore, è perchè credo che si possa ambire ad avvicinare le avversarie che sono davanti a noi".

Interviene Sabatini: "Non siamo mai diventati una squadra. Se tutti i giocatori tirassero fuori la rabbia e la disperazione di Weismann, al di là del gol, avremmo più possibilità. In lui ho visto la follia giusta. Se ognuno riuscirà ad esprimere quel tipo di follia, per il mister sarà possibile tirar fuori qualcosa di importanti".

La Salernitana prende tanti gol e segna poco. Quando devi salvarti e fare una impresa, come si trova l'equilibrio necessario?
"Bisogna avere la percezione del pericolo. Sia quando hai palla nella metà campo avversaria, sia quando devi difenderti. Ci vuole un pizzico di follia e voglia di fare fatica, come ha detto il direttore. Oggi si vince per l'episodio, per le palle inattive o per la volontà di fare gol. La fame deve essere la stessa quando hai il pallone, sia quando devi proteggere. Il modulo, in questo caso, conta poco. Incide la mentalità".

Cosa si sente di dire ai tifosi che stanno soffrendo tanto?
"Due anni fa ci fu un miracolo fondamentale. Lo stadio e la tifoseria furono valore aggiunto. Oggi non posso chiedere niente alla gente, siamo noi che dobbiamo dare. Voglio vedere una Salernitana attenta, orgogliosa, che esca dal campo stremata. Se trasmetti qualcosa, ci ricambieranno con tantissimo. Ora tocca a noi trascinare la gente. Qui basta poco per accendersi".

Si chiede alla società se ci sia un ridimensionamento del progetto: "Noi crediamo fortemente alla salvezza. Il termine follia mi sembra il più appropriato. Altrimenti non avremmo chiamato un nuovo mister. Nella conduzione di un'azienda è ovvio che si ragioni in tante direzioni, ma la città merita la massima serie e sono queste le considerazioni che vogliamo fare. A Liverani ho parlato subito di centro sportivo e sviluppi di vario genere, non ci sono situazioni economicamente restrittive. Siamo certi che ce la possiamo fare. E' chiaro che altri scenari sono ben presenti e li abbiamo scritti. Ora, però, non ci voglio proprio pensare".

Si torna al mister, la domanda è sulle difficoltà della Salernitana nella costruzione del gioco causa assenza di un play:
"Quel ruolo lì si può interpretare in modi diversi. Nella rosa non ci sono caratteristiche del regista classico. Tuttavia in organico c'è qualcuno con cui si può lavorare. La posizione dei piedi e del corpo fa la differenza. Se ti muovi bene, l'avversario fatica ad attaccarti e gestisci meglio le difficoltà. Kastanos è uno di quelli che ha maggiore qualità e posso impiegarlo in diversi ruoli. Capiremo se occorre tecnica dalla metà campo in su o se voglio una Salernitana che costruisca dal basso. Devo metterlo nelle condizioni di esprimersi".

Perchè un contratto di soli 4 mesi?
"E' difficile parlare di tante cose quando arrivi in una società che cambia tre allenatori. Oggi non c'è tempo, parlare d'altro non va bene per nessuno. La società e il direttore mi hanno scelto per ciò che serve adesso. Abbiamo 4 mesi per conoscerci, per valutarci. Se ci salveremo, ragioneremo e capiremo le volontà. Quelle che vanno oltre il pezzo di carta. Se l'impresa non riesce ma si sta bene insieme parliamo di nuovo con totale serenità. Se va tutto bene e le strade si separano, va bene così e ci godremo la gioia dell'impresa. Nessuno può sapere cosa accadrà in futuro".

Domanda a Sabatini sul mercato: "L'ho definito insufficiente per i tempi sbagliati, non per le qualità dei giocatori. Dovevo fare tutto e subito, non ci sono riuscito. I nuovi arrivati ci daranno una mano, ma i problemi si risolvono insieme seguendo un allenatore. Quando si prepara una partita bisogna adottare tutte le contromisure necessarie per affrontare l'avversario. La squadra viene prima di qualsiasi cosa, se il mister riuscirà a toccare le corde giuste sono certo che ce la possiamo ancora fare. In quel caso saliamo al 4%".

Weismann era l'obiettivo principale?
"E' stata l'occasione dell'ultimo secondo. Ha le caratteristiche che ci servono. Ci è stato proposto e lo abbiamo preso".

Si torna su Liverani - Come pensa di far rendere al meglio il reparto offensivo?
"Noi dobbiamo essere equilibrati, ma la classifica impone di vincere le partite. L'arrivo di difensori forti ci permetterà di avere le spalle coperte e di mettere in campo tanti calciatori di qualità. Candreva, Kastanos, Dia sono elementi di spessore, vanno messi vicino alla porta. Abbiamo in rosa esterni di gamba che sanno saltare l'uomo. So che partiamo con l'Inter, ma ogni gara è una opportunità e ci sono punti in palio. Abbiamo necessità di provarci contro tutti".

Sarà Candreva il capitano e dove giocherà?
"Dal punto di vista tecnico ci dobbiamo appoggiare a lui e a Dia. Gente di carisma non indifferente. Bisognerà aiutarsi a vicenda, i calciatori di qualità vanno messi in condizione di esprimersi. Sono giocatori ai quali bisogna lasciare un minimo di libertà e spazio, l'importante è che siano armonici con i compagni nelle due fasi. Se l'Inter porta due attaccanti ad abbassarsi di 25 metri, dobbiamo lavorare anche noi sotto questo punto di vista. Quanto alla fascia, dico che lo spogliatoio è sacro e va gestito. Ho grande rispetto e lascio la gestione ai calciatori, tuttavia il controllo di qualunque cosa passerà da me. Le regole le decido io. Se però non ci sono situazioni sulle quali intervenire, credo che sia giusto lasciare tutto uguale. Sono passati otto mesi e sono il terzo allenatore".

Ore 13:08 - Finisce la conferenza

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