Sarri e il mercato della Lazio "fatto dal presidente". Un dribbling che crea comunque dubbi sul futuro
La pesante sconfitta subita dalla Lazio in casa contro il Como ha lasciato dietro di sé strascichi polemici e dubbi, legati principalmente al modus operandi del club in questa sessione invernale di calciomercato dopo lo stop imposto la scorsa estate per i noti problemi legati all'indice di liquidità.
Via big del calibro di Guendouzi e Castellanos, dentro giocatori più giovani e futuribili come Taylor e Ratkov. Giocatori che, per sua stessa ammissione, Maurizio Sarri conosceva ben poco. "Arriverà quello che deciderò che dovrà arrivare. L'allenatore ho già detto che deve formare, può dare i profili e non i nomi, poi la società comprerà chi vuole", aveva spiegato il presidente Claudio Lotito nei giorni scorsi.
Parole a cui ha risposto, più o meno direttamente, lo stesso allenatore biancoceleste nel post partita di ieri: "Non c'è niente di nuovo, il presidente è il proprietario e se dice che il mercato lo fa il presidente lo fa lui, stop. Ho le spalle larghe io, ho avuto anche Aurelio De Laurentiis, non si può pensare che questo ci fa perdere le partite. Questi sono discorsi teorici, il mercato è un mix tra esigenze tecniche ed economiche. Il presidente è stato chiaro, io mi sono tirato fuori e stop. Vediamo chi viene e basta, l'importante è che non si dica che arrivi un giocatore che ha chiesto Sarri", il suo lungo e articolato pensiero. Parole chiare e che arrivano settimane dopo un'altra candida ammissione: "Quest'anno sopporterò tutto, ho fatto una promessa ai tifosi". Difficile quindi immaginare stravolgimenti nel breve termine. Ma per il futuro, quindi la prossima stagione, cosa dobbiamo aspettarci?











