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Sassuolo, Aquilani: "Troppa fragilità, dopo l'1-1 sembrava cascato il mondo. Pretendo di più"

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Andrea Carlino
Oggi alle 21:19Serie A
autore Andrea Carlino
02.11.2026 21:19Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il Sassuolo incassa la quarta sconfitta consecutiva al Mapei Stadium, cedendo 4-2 alla Fiorentina nello scontro salvezza della 10ª giornata di Serie A e scivolando in una crisi sempre più profonda.

Nonostante l'iniziale vantaggio firmato da Laurienté, la formazione cede prima al pareggio di Pellegrino a fine primo tempo e sbanda poi nella ripresa sotto le stoccate di Njie, della doppietta personale dello stesso Laurienté per il provvisorio 2-2, e delle reti decisive di Mastantuono e Valdepeñas.

Con ben 26 reti subite in soli 10 turni, i neroverdi si ritrovano ora con la peggior difesa del campionato e agganciati in classifica dai viola a quota 8 punti, a soli tre passi dalla zona retrocessione.

Nel post-partita, l'allenatore neroverde Alberto Aquilani si è presentato ai microfoni di DAZN per analizzare il delicato momento dei suoi.

Sono quattro le sconfitte consecutive, ma quella di oggi fa un po' più male perché il primo tempo era stato di grande spessore da parte del suo Sassuolo. Poi è arrivato il gol della Fiorentina nei minuti di recupero della prima frazione e da lì, nonostante il 2-2, non siete più riusciti a riprendervi. È d'accordo?

"No, sul fatto che sia stato un primo tempo di grande spessore non sono tanto d'accordo. Abbiamo disputato una partita diversa dal solito, abbassandoci un po' di più per cercare di proteggere la nostra fase di non possesso difensiva. Nonostante questo atteggiamento differente, eravamo riusciti ad andare in vantaggio, eravamo ordinati e in controllo. Poi abbiamo subito quel gol all'ultimo minuto del primo tempo e sembrava che fosse cascato il mondo: questo è un aspetto che non va bene, c'è troppa fragilità da questo punto di vista. Appena le cose non si mettono come vorremmo, finisce che prendiamo uno, due o cinque gol e non cambia niente. Bisogna stare sempre dentro la partita, perché davanti abbiamo giocatori forti capaci di trovare la rete in qualsiasi momento. Bisogna capire che ogni gol subito fa male, fa male per i numeri e per il corso della gara. Prendiamo troppi gol, e in maniera decisamente troppo semplice per gli avversari".

Con queste quattro reti subite il Sassuolo è arrivato a quota 26 gol incassati, diventando la peggior difesa della Serie A. Sulla prima rete si è vista una lettura sbagliata della traiettoria, forse per aver cercato l'anticipo invece di temporeggiare. Pensa che il problema risieda nelle letture individuali dei difensori, un aspetto difficile da insegnare, o ci si può abituare in allenamento?

"Parliamo sempre delle stesse cose, sono aspetti ed errori di cui stiamo discutendo già da un po'. Nel calcio l'errore ci può stare, ma la partita continua e bisogna rimanere concentrati per evitare di ripeterlo. Noi, invece, appena commettiamo uno sbaglio o vediamo che la gara non si sviluppa come piace a noi, diventiamo estremamente fragili e vulnerabili. Questo è l'aspetto che mi preoccupa di più: l'errore è ammesso nel gioco del calcio, ma se manca la reazione all'errore stesso diventa un problema enorme".

La sensazione da fuori è proprio quella che stacchiate la spina a gara in corso. Servirebbero giocatori di personalità per aiutare la squadra: ne avete di esperti come Domenico Berardi e Nemanja Matic, autore peraltro di una buona prova. Pretende di più da questi elementi con maggiore esperienza per trascinare il gruppo nei momenti di fragilità?

"Vedo che i ragazzi stanno dando tutto, si impegnano e fanno quello che chiedo loro, quindi non intendo puntare il dito su questo argomento. Però, se mi chiedete se mi aspetto di più, rispondo che senza dubbio mi aspetto di più da me stesso così come pretendo di più dai miei giocatori".

Ritiene che questa squadra possa giocare anche con un baricentro più basso come oggi o deve necessariamente stare più alta per non rinunciare alle ripartenze?

"Questa è una squadra che negli ultimi anni era abituata a giocare molto bassa e a colpire di contropiede. Oggi abbiamo provato ad abbassarci di più proprio per proteggere la linea difensiva che andava in sofferenza. Se mi si chiede se questo modo di giocare mi piaccia, se sia quello in cui credo o che mi entusiasma, rispondo di no: mi sto adeguando al momento. Tuttavia, oggi abbiamo visto che pur abbassandoci abbiamo preso quattro gol; se poi ci mettiamo a cinque in difesa non è detto che non si incassino reti comunque. Il modulo o il sistema di gioco non sono l'aspetto più importante. La cosa basilare è non commettere errori, perché in Serie A al minimo sbaglio ti fanno male, e poi avere una reazione immediata dopo l'errore, altrimenti diventa tutto impossibile"

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