Sassuolo, Grosso: "Dobbiamo mettere da parte i complimenti. Ora testa alla Lazio"
11.50 - Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo, pronto a intervenire in conferenza stampa per presentare il prossimo match di campionato contro la Lazio in programma lunedì alle 20.45 allo stadio Olimpico di Roma. Start conferenza previsto ore 12.
12.05 - Inizia la conferenza.
È un'occasione importante per voi per fare un ulteriore step, non solo in classifica?
"E un discorso che ci sta benissimo. Ci siamo presi l'ondata di complimenti che sono arrivati, poi bisogna ritornare alla realtà, ti devi preparare nuovamente al massimo perché gli avversari hanno grandi qualità. Bravi per quanto fatto, con l'Atalanta abbiamo messo una bella ciliegia su questo campionato, poi la bravura è quella di avere il livello mentale e caratteriale per andare alla ricerca di ulteriori miglioramenti ma la voglia deve essere dentro di noi e dobbiamo dimostrarlo, è uno step importante riuscire a farlo e vogliamo provarci".
Nzola è pronto a giocare titolare al posto di Pinamonti? Come sta Matic?
"Nemanja è tornato, si era riaffacciato ieri e oggi ha fatto tutto l'allenamento con noi, ha avuto una settimana impegnativa, non è stato bene e anche i suoi figli ma il suo carattere è importante, vuole esserci, vedremo come, ma vuole esserci e ce lo teniamo stretto. Poi ci sono le opportunità perché c'è bisogno di tutti, ci stiamo allenando bene perché i meriti vanno divisi, i protagonisti prendono gli onori della cronaca e per avere questi ritmi c'è bisogno però di tutti sia di chi è protagonista sia di chi non lo è, mi aspetto questo da tutti. Abbiamo due alternative in avanti, c'è Nzola e c'è Moro che si allena sempre bene, l'importante è farsi trovare pronti quando arrivano le occasioni".
Volpato come sta?
"È vivo (ride, ndr). Ci parlo spesso, ho un ottimo rapporto, gli racconto quello che in tantissimi gli hanno raccontato. Bisogna fare le scelte e bisogna provare a farle giuste. Lui ha un potenziale altissimo e questo potenziale va stuzzicato e su questo può fare passi in avanti. Ha avuto opportunità, poi è rimasto fuori, ogni tanto qualche fastidio lo assilla e non gli permette di dare continuità ma io ci credo tanto in lui, non sempre glielo riesco a dimostrare, ma è un ragazzo forte, ce lo teniamo e sono convinto che continuerà perché nei numeri ha numeri importanti, la cosa che deve riconoscersi è che è importante andare alla ricerca dei numeri quotidiani e non accontentarsi".
Domani ci sarà un ambiente particolare, il Sassuolo arriva con grande serenità. C'è un'insidia in questo?
"Basta leggere la probabile formazione, poi il nome dell'allenatore, per capire le insidie che troveremo. L'avversario è di livello, poi non sta attraversando un grande momento a livello di risultati o a livello di contesto, ma devi essere bravo a prepararti sulle cose che conosci e quello non può diventare una sorpresa. Peccato per questo clima, sarà una partita atipica in questo senso, ma le qualità della Lazio sono di primissimo livello e c'è bisogno di una prestazione con alti picchi perché altrimenti non basta, sia a livello individuale che di gruppo, perché l'avversario è di valore e la nostra serenità non deve diventare mancanza di timore nella sfida, questo forse è il timore più grande, perché in campo deve essere poi coraggio di esprimere le tue doti, resistere alle loro, grandissima determinazione come siamo stati in grado di fare quando siamo stati esaltati".
Domani non ci sarà Provedel per infortunio, cambia l'impostazione della gara?
"Non cambia granché, il portiere ce l'avranno. Peccato per Provedel, gli facciamo l'in bocca al lupo per un pronto rientro, è un giocatore forte che mancherà ma l'importante è saper attingere alle risorse che hai all'interno e io penso che quel club abbia tutte le risorse per sopperire a quel problema".
Si immagina così longevo come Sarri?
"Rimango nel mio, non mi piace parlare di chi sta fuori, è fondamentale rimettere al centro i protagonisti principali che sono i giocatori. Noi siamo da sostegno per valorizzarli. Ho grandissimo rispetto del mister, che ha fatto tantissimi anni, ha fatto una bellissima scalata. Motivo di orgoglio poter affrontare allenatori di questa caratura però mi piace dare merito sempre ai giocatori".
Com'è allenare giocatori di tante nazionalità?
"Sì, è molto stimolante perché ti vai a confrontare con tante culture diverse. C'è massimo rispetto per ognuno di loro, abbiamo ragazzi che stanno nel periodo di Ramadan ma fa parte della cultura di ognuno di loro, poi ognuno di loro deve saper mettere da parte degli spigoli per far sì che l'armonia comune abbia il sopravvento su quella personale".
Ha delle scaramanzie particolari?
"In Serie A non ci sono momenti tranquilli. Abbiamo fatto delle cose molto belle, siamo contentissimi, ma bisogna ricaricarsi perché non arrivare nella maniera giusta a questi appuntamenti è un rischio pericoloso. Non sono un fanatico delle scaramanzie, se diventi schiavo di questi riti poi ti indebolisci ma nessuna mi rende così debole da doverla seguire per forza. Mi piace lavorare, credo nel lavoro e provo a metterla in pratica quotidianamente, poi quello che semini a volte può non vedersi, ma la convinzione che mi dà voglia è continuare a credere nel lavoro".
È la prima volta che si parla anche del suo futuro e ci sono voci su un interesse di Bologna e Fiorentina. Come la fa sentire?
"Mi rilego al finale della risposta precedente. So che nello sport in cui siamo ti portano su, poi ti portano giù, poi ti fanno oscillare. Ho trovato negli anni, perché gli anni passano e deve servire a qualcosa, ho un equilibrio e una serenità che mi permettono di essere felici dove sono, senza andare a guardare troppo oltre. Sono focalizzato nel cercare di fare le cose bene, molto, moltissimo, poi quando le fai bene ti si alzano le aspettative, devi essere bravo a capire che la richiesta si sta alzando e devi essere bravo a capire questo, e a proseguire. Sono ambizioso ma non arrivista, non progetto tanto prima il mio futuro".
Laurienté è cresciuto tanto negli ultimi mesi nelle prestazioni, sta molto di più in partita. Ha trovato la chiave giusta?
"Adesso ci parlo meno, forse l'ha trovata da solo la chiave. Armand ha alzato clamorosamente il suo livello, quando ti metti in discussione poi se fai le cose giuste prima o dopo i risultati li trovi. Sono contento di come si sta comportando continuamente e la risposta del campo gli sta dando merito, ma deve essere bravo a farlo sempre, ogni giorno, spero e mi auguro che abbia capito quanto è importante a dare risposte al suo fisico, contentissimo di quanto sta dimostrando in campo e di questo salto che ha fatto ultimamente".
12.23 - Termina la conferenza.











