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Spinelli: "Ho dato Aguilera al Torino perché lo voleva Craxi. Che dolore mollare il Genoa"

Spinelli: "Ho dato Aguilera al Torino perché lo voleva Craxi. Che dolore mollare il Genoa"TUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dimitri Conti
Oggi alle 19:40Serie A
Dimitri Conti

Aldo Spinelli, ex presidente del Genoa, è stato intervistato dal Corriere della Sera e nel corso della chiacchierata ha rivelato anche qualche retroscena legato alla sua attività in quei tempi, con intrecci anche con la politica nazionale.

Per esempio, ricorda Spinelli: "Una volta sono stato eletto in Comune con repubblicani e socialisti ma l’ho fatto solo perché me l’aveva chiesto Lamanna per aiutare La Malfa. In quel periodo avevo ceduto il Genoa ed ero depresso: mi dice candidati e vedrai che ti passa tutto. E così ho fatto". E poi: "Una volta mi chiama Craxi da capo del governo: puoi venire da me? Vado a Milano, piazza Duomo, dove aveva l’ufficio. Fa: mi devi dare Aguilera (attaccante del Genoa, ndr). Craxi era torinista. Borsano (ex patron del Torino ed ex deputato socialista, ndr) aveva comprato il Torino e voleva Aguilera a tutti i costi e Craxi diceva che era molto importante per le elezioni".

Spinelli prosegue nel racconto della cessione di Aguilera al Torino, mettendo nel discorso anche Berlusconi: "Aguilera gliel’ho dato ma aspetta: quando ero lì sono arrivati Berlusconi e Confalonieri. Silvio mi dice: cosa ci fai tu qua? E io: quello che fai tu. Andava a trovare Bettino, era di casa. Numero uno Berlusconi. Io sono stato sempre democristiano, ho cambiato per lui".

Quindi Spinelli si racconta nel suo lato di 'mangia-allenatori', avendo esonerato anche alcuni dei suoi preferiti come per esempio Scoglio e Donadoni. Lo stesso ex presidente del Genoa racconta le motivazioni: "Scoglio perché a Cagliari ha voluto far giocare Tacconi che non era allenato e gliel’avevo detto. Partita persa e l’ho lasciato a casa anche se gli ero affezionato. Donadoni perché faceva giocare uno che rovinava la squadra. Ma era un grande allenatore e una grande persona, mi sono pentito tutta la vita. Ringrazio lui e ringrazio il ds Spartaco Landini che mi ha portato Skuhravy, Aguilera e Branco, che il Signore lo benedica".

Quindi per Spinelli c'è spazio anche per raccontare le motivazioni che lo hanno indotto a dare l'addio al Genoa: "Perché i tifosi chiedevano sempre di più e mi contestavano. A volte non capiscono gli sforzi che fa una società di provincia. Ho dovuto mollare, un dolore infinito, più brutto di quando ho perso mio papà, lui però lo vedevo poco. Poi ho preso il Livorno perché me l’hanno chiesto gli armatori israeliani, maledetto quel giorno: in 20 anni ci ho lasciati 61 milioni e 700 mila lire. Ma Lucarelli e Nicola mi sono rimasti nel cuore".

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