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De Canio: "In questo Osimhen c'è tanto di Spalletti. Juventus, mancano campioni"

TMW RADIO - De Canio: "In questo Osimhen c'è tanto di Spalletti. Juventus, mancano campioni"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 28 ottobre 2021 19:29Serie A
di Dimitri Conti

L'allenatore Luigi De Canio è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Niccolò Ceccarini e Francesco Benvenuti. L'intervista inizia dai problemi della Juventus “C'è stata una mezza rivoluzione, bisogna dirlo. Anche Ronaldo da solo non ti è bastato, gli Scudetti li vincevano anche prima. Economicamente hanno pagato dazio e hanno dovuto ringiovanire una squadra che ora, per funzionare da Juve, ha bisogno di tempo. Per molte grandi potenze è un periodo di transizione, sta alle altre approfittarne”.

Mancano i singoli per risolvere le situazioni?
“Sostituire quei giocatori che sono partiti non è facile, con l’andare del tempo poi trovi i tasselli giusti. Lo strapotere Juve degli scorsi anni era dato dai tanti campioni. Oggi questi non ci sono, soprattutto a centrocampo i giocatori che ci sono devono acquisire quella mentalità necessaria".

Chiesa deve trovare un posto preciso?
"Credo che lui sappia di essere in una grande squadra e di essere quello che serve di più, oltre che per la sua duttilità per l'apporto di gol e accelerazioni, oltre che imprevedibilità, che non fa mai mancare. Penso proprio che avrà un suo ruolo stabile nella Juve e che questa tornerà a recitare il suo ruolo in Italia e in Europa".

Più sorpreso dal Milan o dal Napoli?
"Nessuna delle due. Il Napoli ormai è da tanti anni stabilmente ai vertici del calcio italiano, per parecchi anni è stata l'antagonista della Juventus e nello scorso poteva essere quella dell'Inter, poi per situazioni infelici ed episodi sfortunati sono addirittura usciti fuori dai piazzamenti Champions. Ora Spalletti ha fatto ritrovare solidità difensiva, bravi poi ad inserire un giocatore dinamico come Anguissa che dà fisicità e propensione al ribaltamento di fronte, cosa mancata dopo l'addio di Allan. Il Milan invece per me è stata l'autentica sorpresa della stagione scorsa, Maldini ha fatto un grande lavoro assicurandosi altri giovani. Mi piace che, pur stando attenti al bilancio, abbiano una squadra molto forte e in testa nonostante gli infortuni".

Si aspettava l'esplosione di Osimhen?
"C'è tanto di Spalletti e del suo staff, che è di prim'ordine. Lui poi è una forza della natura e quest'anno non è frenato dagli infortuni dello scorso, oltre a conoscere un po' meglio il campionato italiano. Spalletti sa come valorizzare nel miglior modo le sue potenzialità, senza quel fraseggio anche stucchevole che in precedenza rallentava la verticalizzazione e la possibilità di arrivare in porta".

Gli alti e bassi della Lazio di Sarri erano da preventivare?
"Sì, è normale quando si va a toccare una squadra che per anni ha adottato una filosofia abbastanza diversa. I giocatori hanno bisogno di un periodo d'adattamento, che può essere più o meno lungo a seconda della capacità degli stessi di capire ed apprendere. E poi ci sono gli episodi. Ancora il cammino della Lazio è altalenante ma c'è da vedere se durante gli allenamenti i giocatori abbiano sempre più ben chiaro cosa fare. L'allenatore così può insistere sul suo lavoro e non abbattersi anche in caso di risultati negativi".

Lucca e Gori, giocatori che stavano per perdersi. Dove potranno arrivare?
"A dire il vero Gori è già da qualche anno che fa bene. Ricordo che nel periodo in cui ero a Terni lo tenevo d'occhio. Sono felice per l'esplosione sua e di Lucca, significa che il serbatoio giovanile italiano ha ancora delle potenzialità e che servono capacità, pazienza e competenza per saper intravedere qualcosa in questi ragazzi. Sono sicuro che faranno parlare di loro".

Sono pronti per la Serie A?
"Non posso dirlo così certamente, seguendoli solo alla tv. Potranno parlarne meglio di me i loro allenatori, ma è la strada ad essere giusta".

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