TMW RADIO - Maspero: “Corvino e Braida fanno la differenza. Alla Fiorentina manca un bomber”
Intervistato nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio di Niccolò Ceccarini Riccardo Maspero ha parlato della promozione in A di una squadra, la Cremonese, di cui ha vestito la maglia per molti anni: “Promozione meritata. Ho guardato sia Como-Cremonese che Perugia-Monza in contemporanea, i brianzoli mi sembravano più contratti ma hanno trovato un avversario con più motivazioni rispetto al Como".
Qual è il suo ricordo più vivido degli anni a Cremona?
“La vittoria di Wembley è qualcosa di storico, anche perché portare la Cremonese a giocare e vincere lì è stato incredibile. Certo, sono stati anni intensi tra promozioni e retrocessioni ma sono state stagioni indelebili per la qualità della società, a cominciare da mister Simoni”.
Chi sceglie come uomo copertina di questa stagione?
“Fagioli, lo stesso Zanimacchia ma ovviamente anche Pecchia. Questo dimostra che con i prestiti si possono fare formazioni competitive. Ma vorrei sottolineare anche la reazione avuto dalla squadra dopo due sconfitte cocenti, si sono ritrovati al momento giusto”.
Cosa si aspetta dalla Cremonese adesso?
“Dipende dagli obiettivi della società e da quanto vogliano investire. Non è solo questione di soldi, basta guardare quanto sta facendo la Salernitana. Penso che per ottenere dei risultati ci devono essere certezze nella società e la Cremonese ce l’ha nella proprietà, in Braida e negli altri dirigenti. In più si deve dare piena fiducia ad un allenatore ed al suo progetto tecnico, queste sono le basi”.
Cosa ne pensa invece della stagione del Lecce e da quanto fatto da Baroni?
“Come allenatore penso che garantisca grandi prestazioni. Anche qui però c’è una grande società dietro. Guardate chi sono i dirigenti che sono andati in Serie A, Braida e Corvino”.
Sfumato invece il traguardo della promozione diretta per il Monza
“La Serie B è lunga, la devi leggere ed aspettare e conquistare a primavera. È un campionato difficilissimo, ma anche il Monza ha fatto bene. Galliani, Braida e Corvino sono dirigenti di alto livello che hanno gestito queste tre società al meglio ed hanno fatto la differenza”.
Il Lecce era la squadra più forte?
“Non lo so, certamente ha dimostrato sul campo di meritare il primo posto. Quando il Pisa ha mollato la presa ha compiuto l’accelerazione decisiva”.
Adesso spazio ai playoff.
“I playoff sono come Mondiali ed Europei. Sono partite così ravvicinate ed importanti che conta tanto la spregiudicatezza e la forma a cui si arriva. I valori però non vengono cancellati”.
Sulla lotta salvezza, come giudica il lavoro di Nicola?
“Sono d’accordo da quanto detto. Nicola sarebbe da panchina d’Oro ma anche Tudor non ha fatto male. In parte premierei anche Juric. Il problema è che per questi premi si tende a premiare sempre le squadre vincenti”.
Pensa che sia un allenatore sottovalutato?
“Bisogna andare fino infondo per conoscere le qualità di un allenatore, penso possa ambire anche a panchine importanti ma la società che lo prenderà deve sapere cosa si può aspettare da lui”.
A ridosso di Fiorentina-Roma, cosa è mancato ai viola in queste ultime settimane?
“Inutile girarci intorno, è mancato il bomber. Italiano ha dato grande qualità al gioco dei viola, ma è mancato un attaccante in questi mesi”.
Cabral e Piatek non sembrano aver rimpiazzato a dovere Vlahovic.
“Il contributo che stava dando Vlahovic alla Fiorentina era da Europa. I nuovi arrivati invece hanno dovuto ambientarsi ed hanno incontrato delle difficoltà. Così come sta facendo Vlahovic alla Juventus. Col cambio di ambiente si sono alzate le aspettative e lì dovrà avere la forza di reggere alle pressioni, questo fa la differenza tra un giocatore da squadra media a top-club”.
Al di là della possibile qualificazione in Europa, come giudica il lavoro di Italiano?
“Il suo lavoro è stato senza dubbio positivo, in una piazza importante in cui ha fatto un gran lavoro. Va segnalata anche la sua annata, ha fatto sicuramente molto bene”.











