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Torino, Cairo: "Manteniamo i piedi per terra. Il Governo aiuti il calcio"

TMW - Torino, Cairo: "Manteniamo i piedi per terra. Il Governo aiuti il calcio"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 22 settembre 2022, 22:08Serie A
di Alessio Del Lungo
fonte dall'inviato Lorenzo Marucci

Urbano Cairo, presidente del Torino, ai microfoni anche di TMW, ha parlato del Festival di Trento: "Il Festival è stato molto ricco, ci sono stati tanti eventi, tanti campioni del presente, del passato e direi che Trento, che è sempre super accogliente, è veramente una sorta di quasi villaggio olimpico. Veramente una bellissima cosa essere qui alla quinta edizione, con le sale piene, con la gente che ha voglia di applaudire. Questi sono momenti di grande unioni, lo sport è un elemento dove si vede come, quando lo sportivo si applica, arriva a un livello stellare. L'esempio è Chiellini".

Ha dei momenti di gloria?
"Direi di sì. Sono soddisfatto delle cose che faccio nella mia attività imprenditoriale, abbiamo avuto momenti di gloria nel risanare aziende che erano in grossa difficoltà. Ho preso il Torino 17 anni che era fallito e siamo riusciti a riportarlo ad un buon livello. Sono momenti di gloria perché riesci a risanare aziende che vanno molto male, dove hai anche tanti dipendenti e, se non c'era un mecenate, l'azienda era destinata al fallimento. Io non sono un mecenate, ho utilizzato le risorse disponibili e motivato le persone brave".

Ci vorrebbe una cura Cairo anche nel calcio?
"Anche io dal 2018 ho avuto difficoltà con il Torino. Facemmo anni molto belli dal punto di vista economico e sportivo dal 2013 al 2017, poi, quando volli cercare di fare qualcosa in più, ma facendo il passo più lungo della gamba, purtroppo le cose economicamente andarono meno bene, sportivamente un anno ancora bene, poi arrivò il Covid e ci fu una situazione generale di difficoltà. Adesso abbiamo recuperato posizioni dal punto di vista sportivo ed economico, ma credo che, più che contare semplicemente sulla volontà dei singoli e delle singole società, ci voglia un aiuto da parte delle istituzioni, della FIGC, della Lega, dove si pongono dei limiti, dei paletti, come per esempio non andare oltre una certa percentuale del fatturato per gli ingaggi perché poi, se vai oltre e non ci sono mecenati, poi le aziende vanno male, falliscono e tutto il movimento va in difficoltà. In generale, come è importante avere un attenzione ai costi, sarà molto importante cercare di capire come sviluppare i ricavi, soprattutto per la Serie A, che è trainante per tutte le categorie. In altri campionato l'hanno fatto bene, prevalentemente andando a cercare risorse all'estero e in parte anche nei loro paesi. Lì noi siamo in ritardo".

Si aspetta un grande campionato dal Torino?
"Io ho detto prima della sconfitta contro il Sassuolo, era molto importante mantenere i piedi per terra perché siamo partiti bene, sicuramente sì, abbiamo fatto vedere un buon calcio, abbiamo tanti giovani, abbiamo un mister molto bravo nel compattare una squadra e nel dare un certo tipo di filosofia di gioco, che sta pagando e dando risultato, ma poi, prima di esaltarsi, o meglio bisognerebbe non esaltarsi mai nel calcio perché, quando pensi di aver ottenuto qualcosa, è il momento in cui sei pronto a far lo scivolone o perdere le partite. E' molto meglio rimanere con i piedi per terra, molto umili, molto focalizzati, molto presi dall'attività, dal lavoro, dall'allenarsi bene, dal mantenere la vita privata perfetta e poi, anche con un po' di fortuna, le cose possono arrivare. Preferisco mantenere i piedi per terra e non esaltarmi".

Che margini di miglioramento può avere il Torino?
"La squadra è partita bene perché effettivamente abbiamo un certo numero di calciatori che hanno fatto un anno con Juric ed hanno imparato quello che è il modo di interpretare il calcio del nostro mister. Quando anche gli altri riusciranno ad apprendere le conoscenze che sono importanti, credo che tutto questo possa dare dei buoni frutti, ma non mi esalto, preferisco rimanere prudente, con i piedi per terra perché ci sono molte squadre che stanno giocando bene, anche neopromosse, che ho visto molto in palla. E' sempre bene stare molto prudenti".

Crede che sia un campionato strano?
"Sicuramente è un campionato dove magari alcune squadre che ti aspettavi che avessero delle posizioni già di vertice non le hanno, ma nulla è detto, siamo alla settima giornata e tutto è modificabile. Non ci sono già sentenze definitive, per tutti è importante il lavoro, l'applicazione, la determinazione, il non montarsi la testa, il non deprimersi quando le cose vanno meno bene. Il calcio è una metafora della vita, a volte le cose non ti premiano, non c'è la fortuna, poi però arrivano i momenti in cui le cose vanno bene. E' molto importante mantenersi focalizzati, non deprimersi, lavorare parecchio, andare avanti e poi i risultati vengono".

Il 25 settembre si vota. Il calcio dovrebbe essere aiutato di più?
"Il calcio è trainante anche per gli altri sport, sarebbe importante. In questi ultimi due anni di pandemia, probabilmente a causa dei guadagni eccessivi che ci sono nel calcio, che vanno evidentemente calmierati, si è avuto poco da parte del Governo, non c'è stata la voglia di aiutare un movimento che ha un numero di persone coinvolte che non guadagnano grandi cifre e che ha avuto penalizzazioni notevolissime per motivi legati alla pandemia e alla tutela della salute, come gli stadi chiusi, che ti hanno fatto perdere il fatturato di biglietti e sponsor. Ha generato difficoltà per il calcio, siamo a dei livelli di grandi debiti, grandi perdite e non è un bene per un mondo che aiuta tutto lo sport".

(Interviste video) URBANO CAIRO A TUTTOMERCATOWEB