Torino, Abate va già oltre le tre vittorie di fila: "Se ci sentiamo appagati, è l'inizio della fine"
Il Torino vola e riscopre il gusto della continuità. Il successo per 3-2 contro il Monza consegna a Ignazio Abate la terza vittoria consecutiva, un traguardo che in casa granata mancava da sette anni. Una serata impreziosita dalle prime reti in granata di Fitz-Jim e Belghali e dal primo centro stagionale di Vlasic, i tre punti permettono inoltre al Toro di superare la Juventus e raggiungere il sesto posto in classifica, a pari punti con Frosinone e Cagliari. Un risultato che alimenta l'entusiasmo, ma che l'allenatore invita a non trasformare in appagamento: “Piace a tutti stare lassù in classifica, ma non abbiamo fatto nulla: se ci sentiamo appagati, è l’inizio della fine” avverte l'allenatore, che invita il gruppo a mantenere alta la concentrazione anche dopo una vittoria che conferma i progressi mostrati nelle ultime uscite.
La soddisfazione per il risultato, infatti, non cancella qualche aspetto da correggere. Il Toro ha trovato tre gol e ha saputo portare a casa un'altra vittoria, ma le due reti incassate dal Monza rappresentano un motivo di irritazione per il tecnico. “Ci sono tante cose positive, ma i due gol subiti mi fanno arrabbiare - spiega in conferenza stampa - perché arriviamo a quota 11 e la vittoria era più netta di così: li abbiamo presi con troppa leggerezza”. Al termine della partita, uno dei momenti più significativi arriva al triplice fischio, quando la squadra si avvicina alla Maratona per festeggiare insieme alla propria gente. Un'immagine che racconta il legame ritrovato tra il gruppo granata e i tifosi, fondamentale per alimentare le ambizioni della squadra in questa fase della stagione. Abate non ha dubbi sull'importanza del sostegno del Grande Torinoe, dopo aver invitato i suoi a non abbassare la guardia, sottolinea il valore dell'entusiasmo che si respira attorno al Torino. “I tifosi devono essere la nostra benzina, nemmeno possiamo immaginarci cosa possano darci e dobbiamo tenerceli davvero stretti” dice il tecnico. L'entusiasmo è legittimo, ma il messaggio dell'allenatore è chiaro: il Toro non deve sentirsi arrivato, la sfida di martedì contro il Como è il banco di prova migliore che potesse presentarsi.






