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Torino, D'Aversa: "Obiettivo raggiunto, ora fuori l'orgoglio per fare sempre meglio"

Torino, D'Aversa: "Obiettivo raggiunto, ora fuori l'orgoglio per fare sempre meglio"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:43Serie A
Emanuele Pastorella
Premi F5 per aggiornare la diretta

17.15 - Il tecnico del Torino, Roberto D'Aversa, incontrerà i giornalisti dopo la sfida contro il Verona, valida per la trentaduesima giornata di campionato di Serie A. Segui la diretta testuale su Tuttomercatoweb.com dallo stadio Olimpico Grande Torino.

Ore 17.28 - Comincia la conferenza stampa di D'Aversa

La salvezza adesso c'è? Possiamo rilassarci un attimo?
"No no, rilassarci no...Nel primo tempo la squadra era contratta, forse l'ho caricata troppo io perché era troppo importante. Nella ripresa siamo andati meglio contro un Verona all'ultima spiaggia. Era una giornata molto calda, abbiamo sofferto nel finale perché quando ci annullato il gol di Adams abbiamo subito il contraccolpo. Ma siamo stati bravi nella gestione. La salvezza non è matematica, ma sapevamo che con una vittoria avremmo messo da parte il primo obiettivo. Ai ragazzi l'ho già detto, in passato non si erano espressi così e loro sanno perché. E' solo merito loro se sono usciti da una situazione non semplice. Ora serve l'orgoglio di fare il meglio possibile, ci godiamo questo obiettivo raggiunto e lavoreremo con più entusiasmo e serenità"

Come ha visto Pedersen?
"Un'ottima gara così come Obrador. Gli avversari avevano messo quattro punte e sono entrati giocatori che con me avevano zero minuti. C'è sempre tempo per crescere, l'importante è rendersi sempre disponibili. Ora non dobbiamo sentirci appagati, dobbiamo migliorare tanti aspetti come nella gestione palla: serve più personalità perché le qualità ci sono"

Casadei sta completando il suo percorso?
"Per lui non era semplice oggi, partiva dall'inizio dopo due mesi. Faccio una battuta: in realtà ha iniziato nel secondo tempo...Ma era normale che dovesse ritrovare il ritmo gara, lo abbiamo spostato da destra a sinistra e ha risolto la partita. Lui ti fa uscire dalla pressione avversaria e sa fare gol, un centrocampista come lui deve arrabbiarsi se con un nuovo tecnico gioca solo dopo due mesi. E' un ragazzo giovane, ha il tempo per crescere e consacrarsi"

Come mai ha rifiutato l'offerta di Sogliano?
"Assolutamente nulla. Quando c'è stato un incontro, il Verona ha fatto risultati...Non c'è stato un declino. Mi dispiace per il Verona che è un club importante, mi auguro che se dovesse finire male tornasse subito in A: una storia per essere nella massima serie"

Ha una media di due punti a gara: cosa c'è dentro?
"Sicuramente non voli pindarici...Oggi era uno scontro salvezza, ragionare su una media Champions non deve farci sentire appagati. Siamo legati ai risultati, basta poco per rovinare le cose belle o magari per uscire da situazioni drammatiche. Ai ragazzi ho ricordato quando sono arrivati, tutti erano sotto un treno e non era semplice uscirne: deve far capire che ci sono valori importanti e vengono fuori se si lavora sempre al massimo. E serve l'ambizione: Vlasic, Simeone, Adams e tanti altri devono avere l'ambizione di riportare il Toro dove è giusto che stia. Facciamo sport per lavoro, quando siamo piccoli viviamo per arrivare a questi momenti. Dobbiamo ritenerci fortunati. Dedico la vittoria alla famiglia di Ismael: ho tre figli, non oso immaginare cosa si provi a perdere un figlio di 8 anni..."

Tre di fila in casa alle prime tre, c'era riuscito solo Mazzarri negli ultimi vent'anni: come ha riconquistato questo stadio? Anche in questa situazione ambientale...
"Ho affrontato il Toro tante volte, quando c'erano difficoltà il pubblico spingeva per superarle. L'obiettivo è fare il meglio possibile affinché i giocatori rendano orgogliosi i propri tifosi. Può cambiare il discorso su questa situazione: più che fare risultati e onorare la maglia, non possiamo fare. L'importanza dei tifosi la conosciamo, io non seguo i social ma c'è un seguito enorme. Quando rientro a Pescara ci sono tanti tifosi del Toro...Poi non entro nel merito di certe scelte"

Lei vorrebbe aprire un ciclo: c'è la possibilità di creare nuove forme di orgoglio anche nei giocatori che non vogliono rimanere?
"All'epoca ho accettato questo contratto, poi con il lavoro si può cambiare idea. Non valuto giocatori in prestito o in scadenza, io guardo come si allenano: Maripan è in scadenza, ma per come si allena...E così anche Biraghi. Io valuto solo il campo, non ho retropensieri. Nei convocati non c'era un giocatore non per problemi fisici, ma voglio rispetto per tifosi e club. Ad oggi, non faccio distinzioni: poi quando vedo che non c'è l'orgoglio di non voler raggiungere l'obiettivo comune, bisogna mettersi al servizio della squadra. E noi stiamo ragionando da squadra"

Ore 17.43 - Termina la conferenza stampa di D'Aversa

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