Un capitano, 112 km e zero alibi: l'apoteosi dell'Arena dimostra che il Pisa è ancora vivo
La cronaca del 3-1 maturato ieri pomeriggio alle 15 alla Cetilar Arena è ormai nota, ma a mente fredda, sfogliando i dati del match report, emerge un quadro che va ben oltre il semplice riassunto delle reti. Il dato di partenza è spietato quanto liberatorio: il Pisa torna a vincere dopo 4 mesi, dal 7 novembre. Quella era stata l'unica vittoria in campionato prima di Pisa-Cagliari. Questa partita, dunque, non è stata una vittoria tattica tradizionale, ma la misurazione scientifica della parola "crederci". I numeri di questa sfida spiegano, meglio di qualsiasi highlight, cosa significhi per una squadra aggrapparsi alla sopravvivenza quando il baratro sembra inevitabile. L'espulsione diretta di Durosinmi, arrivata come una mazzata già al 37', ha costretto il Pisa a un'apnea prolungata che avrebbe schiacciato chiunque. I dati dipingono un assedio sardo: il Cagliari ha fatto del possesso palla un dogma, registrando una media del 73,3% sull'intero match e arrivando a toccare la vetta irreale del 79,86% di supremazia territoriale nel secondo quarto d'ora della ripresa. I rossoblù hanno completato ben 509 passaggi con una precisione dell'88%, schiacciando i nerazzurri nella propria area e tentando la bellezza di 27 cross. Eppure, è in questa tempesta perfetta che il Pisa si trasforma. "Noi abbiamo cercato di compattarci il più possibile, ci siamo tolti tutti gli alibi", ha confessato Antonio Caracciolo nel post-partita. "Se siamo in questa situazione è colpa di tutti. L'importante è la positività. I momenti complicati sono stati la nostra base". Rifiutando gli alibi, la squadra ha eretto un muro, mantenendo addirittura un indice di pericolosità in transizione pari al 56,8% pur rimanendo rintanata.
Crederci, nel calcio, si traduce in chilometri percorsi per coprire i buchi lasciati dall'uomo in meno. Il dato più clamoroso della giornata risiede nelle performance atletiche: giocando in dieci per quasi un'ora, il Pisa ha macinato la mostruosa cifra di 112,67 chilometri complessivi, correndo letteralmente più del Cagliari (fermo a 111,16 km). A guidare questa resistenza sono stati i polmoni di Michel Aebischer, primatista assoluto con quasi 11,7 km percorsi, e l'abnegazione di Stefano Moreo (11,47 km), primo a pressare e sfiorare i 20 km/h nei recuperi difensivi.
Le reti nerazzurre, analizzate il giorno dopo, perdono i contorni dell'episodio per diventare l'emblema di una squadra in trance agonistica. Tutto ha iniziato a prendere forma al 9', quando Moreo dal dischetto, con Caprile spiazzato, ha mandato i nerazzurri in vantaggio: il momento esatto in cui il gruppo ha guardato in faccia il terrore di non farcela e l'ha respinto. Ma è nel cuore del secondo tempo, nel momento di massima sofferenza statistica, che il Pisa ha gettato il cuore oltre la propria trequarti. La doppietta del capitano Caracciolo è l'apoteosi: prima ci ha creduto più di tutti su un assist involontario di Folorunsho, irrompendo in corsa e infilando Caprile con un destro ravvicinato; passano appena due minuti e, ignorando la logica che imporrebbe di chiudersi, si ritrova tutto solo in area piccola, devia col ginocchio destro e infila ancora il portiere avversario. Un difensore centrale che segna due reti in inferiorità numerica è il simbolo di chi rifiuta la resa. Anche quando, al 67', Pavoletti ha girato di destro alle spalle di Nicolas per riaccendere i fantasmi, il Pisa non ha tremato. Ha difeso con i denti, mandando fuori giri il sistema nervoso degli avversari fino all'espulsione di Obert all'81', che ha ristabilito la parità in campo.
Oggi la classifica dice che la strada è ancora lunghissima e la zona salvezza dista, al momento, ancora 7 punti, ma i dati di ieri consegnano una certezza. Questo Pisa è vivo, corre per due e, prima di ogni altra cosa, è tornato a crederci. Un concetto suggellato dalle parole conclusive di Hiljemark, che respingendo ogni distrazione si è stretto attorno ai suoi: "Questo è un gruppo bellissimo, come dissi appena sono arrivato. Loro lavorano tutti i giorni per migliorare e si meritano questi tre punti. Devono godersi questo successo".











