Portanova, confermati i 6 anni per stupro di gruppo: ora il ricorso in Cassazione
La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo nei confronti del calciatore 25enne della Reggiana, Manolo Portanova, già inflitta in primo grado.
I fatti risalgono alla notte tra il 30 e il 31 maggio 2021, in un appartamento nei pressi di Piazza del Campo, a Siena, quando il giocatore vestiva la maglia del Genoa. In primo grado, il Tribunale di Siena aveva condannato a sei anni sia Portanova sia lo zio. Lo scorso 2 marzo, il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza.
L’udienza odierna si è svolta a porte chiuse. In aula, Portanova ha rilasciato brevi dichiarazioni spontanee, soffermandosi sulle conseguenze personali della vicenda, prima degli interventi dei legali della difesa e del pubblico ministero.
Intorno alle 15.30 la Corte si è ritirata in camera di consiglio. All’esterno dell’aula erano presenti i genitori del calciatore, Daniele Portanova, ex professionista, e la madre Antonia, che hanno sempre sostenuto l’innocenza del figlio. Presente anche il legale dell’associazione “Donna chiama donna”.
Al termine dell’udienza, il giocatore ha dichiarato: “È assurdo: sono cinque anni che vivo questa situazione, sono innocente e ho portato le prove. Non mi fermerò perché credo nella giustizia”. Il suo avvocato, Gabriele Bordoni, ha annunciato che la sentenza sarà impugnata in Cassazione. Lo riporta Reggiosera.it.











