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Pres. Olbia: "Basta Presidenti che perdono soldi, cambiamo ora: ecco come"

ESCLUSIVA TMW - Pres. Olbia: "Basta Presidenti che perdono soldi, cambiamo ora: ecco come"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Olbia Calcio
venerdì 14 gennaio 2022, 20:04Serie C
di Marco Conterio

Presidente dell'Olbia Calcio, Consigliere Federale in FIGC e in Lega Pro, Alessandro Marino consegna tramite Tuttomercatoweb.com dei messaggi importanti per un futuro sostenibile della Serie C. Un 'vademecum', un appello, indirizzato agli altri proprietari e imprenditori dei club della terza serie italiana. "Chi perde soldi deve darsi una svegliata". La chiacchierata parte della decisioni sul Protocollo di oggi clicca QUI per scoprire tutte le decisioni). "Sul protocollo la mia opinione è che sia ben fatto. A mio avviso è stato trovato un buon compromesso, c'è anche la difesa degli interessi dei club. Non credo che possa portare a troppi rinvii: il quorum è piuttosto elevato rispetto a quella che può essere la media dei contagi. Resta il problema, per la Serie C, che la regular season è congestionata rispetto al post".
Come fare, dunque?
"Cercherei di spalmare la congestione nel tempo, evitando che ci sia un sovraffollamento nella regular season".
Sarebbe possibile anche ridurre la struttura di playoff e playout per lei?
"Non so se si possa toccare, però gli spazi tra le gare sono stati concepiti in un'ottima normale, potremmo accorciare le tempistiche e lasciare più tempo per la regular. Va fatto calendario alla mano, sperando che la situazione non peggiori".
Quanto ha pesato su di voi questa crisi?
"Tanto. Abbiamo notato una riduzione dell'affluenza e sembra strutturale, anche quando il Covid non sembrava quasi più un problema. E' uno dei temi da affrontare, ma più in generale dico che i colleghi presidenti dovrebbero, adesso, entrare nella razionalità".
Ci spieghi
"Va rivoluzionato il concetto di fare calcio se vogliono fare questa attività. Da quando sono arrivato, in sei anni di C, ho notato che viene accettato il concetto di perdere soldi in modo strutturale per coprire i costi di gestione. Se non ci sono investimenti, però, serve andare a pari ed è il concetto di ogni impresa. Non può essere beneficenza, lo sport va fatto in modo serio ma invito i colleghi presidenti a uscire dall'irrazionalità pretendendo che se non si fanno investimenti, i conti devono andare in pari. Altrimenti è impossibile andare a pari, per tutti: ora i problemi sono delle aziende madre e c'è sempre meno possibilità. Al calcio si avvicinano personaggi discutibili e questo è dovuto alle perdite strutturali: se un business è in perdita e questo si accetta, se gli investimenti si usano per pagare i costi di gestione, non si può pensare che imprenditori che hanno a cuore il business possano avvicinarsi a noi".
Serve un cambiamento.
"E' il momento di una svolta: lo dirò da Consigliere Federale. I ricavi devono essere incrementati e i costi diminuire fino ad arrivare all'equilibrio. Non intendi investire? Non puoi perdere strutturalmente centinaia di migliaia di euro all'anno. E i problemi derivano da qui, il Covid non fa che accentuarli".
Come?
"Sediamoci, con tutti. I costi sono del personale: in C non si guadagna tanto ma è vero che il peso fiscale è rilevante. i costi di gestione sono elevatissimi, facciamo un campionato che come gestione non è diverso dalla B e non possiamo scendere. Servono strutture e organizzazione: il prodotto va migliorato, come Lega lo stiamo facendo e deve essere la priorità. Non è possibile avere stadi vuoti: in C i numeri degli spalti parlano, è un prodotto che non ha appeal, non ha sostenibilità".
Serve guardare anche al futuro e alla valorizzazione dei giovani.
"Dobbiamo capire il valore della C nel calcio italiano. Il campionato Primavera non ha valore rilevante per la crescita dei giovani, molti club di A parcheggiano i giocatori fuori quota senza che ci sia effettiva crescita. Sarebbe più rilevante se questi giocatori facessero esperienza in C".
Ne siete un esempio.
"Abbiamo scovato attraverso il nostro scouting Giorgio Altare che ora gioca in A al Cagliari. Sono casi ancora troppo rari ma le potenzialità sono evidenti, le vedo ogni giorno. E' importante riconoscere la C da parte delle categorie superiori come categoria di formazione e di lancio. Ci aspettiamo, così fosse, un riconoscimento economico elevato, qualcosa che possa permetterci di mettere a posto i conti e di avere dignità per il lavoro che facciamo di valorizzazione".

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